C’è una gradualità nella missione nel vangelo di Matteo che ha molto da insegnarci. Gesù manderà più tardi i suoi discepoli ad annunciare il vangelo a tutti. In chiusura del vangelo leggiamo: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato».
Ma Pri. A di questa missione verso tutti, c’è una missione ad intra, nella propria casa. Gesù avverte infatti: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele».
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Cosa impariamo da questo approccio? Che le nostre prime terre di missione non sono all’estero, ma sono noi stessi, il nostro casato, il nostro giro di contatti e di amici. È evangelizzando noi stessi o, meglio, accogliendo il Vangelo, che possiamo essere lievito di Cristo per gli altri.
E la terra di missione è innanzitutto laddove siamo messi dalla Provvidenza.

Docente di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
