#Poesia e Breve Commento al #Vangelo del giorno – 13 Novembre 2016 – don Mauro Leonardi

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In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse: «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?». Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: “Sono io” e: “Il tempo è prossimo”; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine». Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo». Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime». Luca 21,5-19

Commento al Vangelo

[ads1]Abbiamo negli occhi e nel cuore le immagini e la paura dei recenti sismi che hanno sconvolto l’Italia e hanno messo in ginocchio la vita di tanti nostri concittadini, e comprendiamo bene come la nostra vita sia spesso segnata dal dramma, dal dolore inspiegabile, dal tradimento. Gesù non ci nasconde queste ferite della vita, ma ci chiede di perseverare: di confidare nel fatto che il bene vince sempre sul peccato e sulla morte.

Poesia

Di tutta la bellezza di cui ci riempiamo gli occhi.
Di tutta la potenza di cui ci riempiamo i pensieri.
Di tutta la forza di cui ci riempiamo il cuore.
Non rimarrà nulla.
Nulla da vedere.
Nulla da pensare.
Nulla da volere.

La fine non è quando crollerà tutto.
La fine sarà quando tornerai tu.

La fede non è quando vedi bellezza, potenza, forza.
La fede non è quando vedi.
La fede è quando non vedi altro che crolli, sangue, guerre, tribolazioni, e dolore.
E non sai che dire ma sai che dirai qualcosa.
Qualcosa di te, da te.

La fede non è quando senti la tua famiglia con te, il tuo gruppo con te, i potenti con te.
La fede è quando vedi che sei solo ma tu lo sai, lo senti, che non sei solo.
La fede non è quando tutti mi amano.
È quando tutti mi odiano ma io amo.

La fede è quando perdo tutto ma io credo per quel capello del mio capo che hai promesso non cadrà.

[ads2]Questo commento/poesia del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

A cura di don Mauro Leonardi – Il suo blog è “Come Gesù“[divider style=”solid” top=”10″ bottom=”10″]

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