Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Aprile 2026

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Vangelo del giorno di Lc 24,35-48

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.
Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

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Parola del Signore.

I due di Emmaus tornano, straniti e turbati: davvero il Signore è risorto, e loro si danno degli idioti per non avere capito cosa davvero stava avvenendo intorno a loro.

Immaginatevi la scena: un’euforia attraversa il cuore di tutti, gli apostoli sono costernati, esterrefatti. Come un mosaico che si ricompone, tutto ora si collega: la tomba vuota, la testimonianza di Maria di Magdala, la corsa di Pietro e Giovanni…e, mentre parlano, Gesù appare in mezzo a loro.

Appare in mezzo a loro proprio mentre parlano della resurrezione e raccontano cosa è loro accaduto. Anche a me è successo così: ho conosciuto il Signore proprio nel momento in cui qualcuno mi raccontava della sua esperienza di fede. Anch’io, alla fine, mi sono chiesto: “Non mi ardeva forse il cuore mentre, per strada, conversavamo insieme?”

Non so che dirvi, prendetevela con Dio se ciò non vi aggrada: alle nostre fragili mani è affidato l’annuncio del Regno. E questo funziona, smuove, suscita interrogativi.

Pace a voi! Il primo dono di Gesù ai suoi è la pace, la prima cosa che egli augura e costruisce è la pace del cuore. Quando parliamo di pace, subito, tutti immaginiamo la pace tra i popoli, le nazioni che riescono a dialogare e ad accettare come positività le differenze, un ordine sovra-nazionale che riesce –sul serio!– a dirimere le questioni in sospeso, senza parzialità.

Tutto ciò è vero, ma Gesù sa che la pace, in realtà, deve iniziare dal cuore di ciascuno, dalla conversione personale.

C’è un piccolo dittatore sanguinario in ciascuno di noi; il male non è fuori, ma dentro, la lotta primigenia è nel nostro intimo, questo testimonia la Bibbia. Non esistono buoni e cattivi, ma solo zizzania e buon grano che crescono nello stesso campo (cfr. Mt 13); la pace del cuore è la pazienza di chi accoglie questa verità, senza immaginare dei nemici fuori di sé.

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Il risorto ci porta alla pace del cuore, il discepolo è pacifista perché pacificato, perché si è scoperto amato.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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