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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 9 Agosto 2025

Vangelo del giorno di Mt 25,1-13

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore.

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È stato san Giovanni Paolo, straordinario figlio dell’oscuro ventesimo secolo, che ha vissuto sulla propria pelle la follia del nazismo e del comunismo, a volere Edith Stein come patrona d’Europa, insieme al monaco Benedetto e ai fratelli evangelizzatori del popolo slavo Cirillo e Metodio.

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Il padre della fenomenologia, Husserl, vide in quella giovane studentessa una capacità intellettuale sopraffina e la volle accanto a sé come assistente, agli inizi degli anni Venti del secolo scorso.

Ebrea di origine ma atea per scelta, Edith Stein era destinata a diventare una straordinaria filosofa. Ma la Storia aveva in serbo per lei molte difficili prove: dopo un periodo intellettualmente e spiritualmente tormentato si converte al cattolicesimo per poi essere affascinata dalla vita di clausura.

Seguendo le orme di santa Teresa entra nel Carmelo, prima a Colonia, poi nei Paesi Bassi per prudenza. Ma la reazione stizzita di Hitler all’opposizione dell’episcopato olandese al nazismo, che fino ad allora aveva risparmiato i convertiti, la fa prelevare in monastero.

Muore ad Auschwitz insieme alla sorella Rosa il 9 agosto 1942. Donna, filosofa, ebrea, monaca, vittima… Una figlia del secolo scorso, che in sé incarna tutta la bellezza e la contraddizione del vivere.

Donna emancipata, determinata, studiosa e intellettuale, è stata atea tormentata come tutti i suoi contemporanei docenti universitari. Eppure ha avuto l’onestà di ascoltare la sua inquietudine e di mettersi alla ricerca fino ad arrendersi al corteggiamento del Cristo e scegliere, addirittura, la vita monastica di clausura.

E da quella posizione ha reso testimonianza a Cristo ed è stata associata al martirio del popolo ebraico. Mette i brividi leggere la sua storia, soprattutto ora, alla luce di quanto successo.

No: la tenebra non può soverchiare la luce, mai. Luce e tenebre convivono nel cuore degli esseri umani, nonostante il progresso, nonostante la modernità.

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A noi scegliere da che parte stare, come ha saputo fare Edith.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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