Non c’ bisogna del Signore, non scherziamo. Nel senso che lo si disturba solo per le cose importanti, per i miracoli grossi, per quelle cose proprio impossibili, spettacolari.
D’altronde dai, chissà di quante cose Gesù si deve occupare!
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- Guerre nel mondo
- carestie
- epidemie…
Per le piccole cose ci siamo noi. C’è la Chiesa che ha regolarmente appaltato il Vangelo.
Questo pensano gli apostoli quando il padre del povero ragazzo epilettico chiede la possibilità di incontrare il Nazareno.
Solo che l’agenda è piena, non si trova un buco, insomma forse lo possono fare loro!
Quante volte hanno osservato i gesti del Signore, ascoltato le sue parole, cose c’è di così difficile?
Si invoca Dio, si alza la mano, si parla con voce stentorea e chiara… E niente, non funziona.
Il malato rimane malato, figuraccia epocale.
Allora con la coda fra le gambe conducono il padre più addolorato che scocciato, a parlare col Signore.
Lui sì, scocciato. Non tanto per il povero padre, quanto per quei discepoli che invece di progredire, fanno lunghi passi all’indietro, come noi.
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Perché a volte anche a noi, anche a me, capita di sostituirmi a Cristo, capita di sentirmi sufficientemente pronto e spiritualmente cresciuto da poter elargire consigli, tracciare percorsi, indicare soluzioni.
Idioti che sono! Idioti che siamo! Idiota che sono!
No, non ho, come ancora non hanno gli apostoli, sufficiente fede per spostare le montagne, per guarire i cuori, per indicare percorsi di salvezza.
Siamo noi i primi, ancora, a dover essere guariti e sanati, perché ancora troppo spesso cadiamo nel fuoco illusorio dell’entusiasmo senza costanza e nell’acqua di un cristianesimo tiepido e insignificante.
Prendiamoci meno sul serio, allora, se ci sono cascati gli apostoli rischiamo di cascarci anche noi, di scambiarci per dei professionisti del Vangelo, degli esperiti navigati.
Siamo – e per sempre siamo – solo discepoli, l’unica cosa che possiamo fare è indicare il Signore a chi chiede salvezza.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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