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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 6 Marzo 2025

Vangelo di Marco – Lc 9,22-25

Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Parola del Signore.

A cosa ci serve una quaresima? Non abbiamo già abbastanza da faticare, nella vita quotidiana, per cercare di galleggiare fra le vicende della vita? Non abbiamo già abbastanza penitenze da affrontare quotidianamente? E croci da portare?

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Sì, certo, ma spesso sono penitenze che non salvano e croci che affossano. Il dolore, fisico e morale, è una componente ineludibile della nostra vita, inutile illudersi. E il cristianesimo non intende certo aggiungere altro dolore a quanto quotidianamente viviamo, in nome e per conto di Dio, per giunta!

No, la quaresima non è il tempo in cui esaltare la sofferenza, ma in cui imparare a evitarla, se possibile, e a trasfigurarla, se inevitabile. Quando Gesù chiede di portare la nostra croce, non intende invitarci alla rassegnazione, ma a imitarlo nel gesto straordinario del dono di sé.

Il Vangelo di oggi riporta una frase di Gesù che, secondo i biblisti, è una delle più importanti nella predicazione del Maestro. È una di quelle più ripetute, più significative: chi perde la propria vita, chi la dona, la trova, la salva. Perché tutta l’azione di Gesù e le sue parole si traducono in questa azione: donare, donarsi, spendersi, dividersi, farsi regalo.

Di questi tempi non va tanto di moda donare se stessi. Attenti come siamo ad avere un qualche tornaconto, una qualche ragione per ogni azione, non siamo così generosi e votati agli altri. In fondo pensiamo che, se facciamo qualcosa, dobbiamo avere qualcosa in cambio… invece no!

Siamo invitati a donare noi stessi gratuitamente, a spenderci, ad amare, senza aspettarci nulla in cambio, perché così ha fatto il Signore. Gesù ci chiede di essere determinati nella nostra ricerca di Dio, come ha fatto lui, disposti a morire piuttosto che abbandonare tale ricerca! Questo è il significato del prendere la croce.

E la quaresima è, appunto, l’occasione che abbiamo per rimettere al centro di tutto la nostra ricerca, il nostro desiderio di Dio, l’essenziale della nostra vita.

Buon cammino di conversione!

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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