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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 5 Novembre 2024

Mentre si pranza si parla del più e del meno, tutti contenti di avere a tavola un ospite d’eccezione come è il Nazareno.

Ad un certo punto uno dei commensali, probabilmente per innalzare il livello del dialogo e per fare bella figura, afferma che stare insieme a mangiare è bello ma pensa come sarà bello farlo al banchetto del Regno, aspettandosi forse una spintarella da parte del profeta.

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E Gesù, tenero, ne approfitta per constatare una orrenda verità: molto spesso diciamo di desiderare Dio, di avere voglia di vederlo, lo cerchiamo mettendoci in gioco e diventando discepoli… salvo poi, al momento opportuno, accampare mille scuse. Non è il momento opportuno, non ho la testa, non me la sento…

E così ci perdiamo la felicità: qui e altrove. Quante scuse accampiamo pur di non essere felici! E quanti giri di testa, quante resistenze e obiezioni, inutili e reiterate complicazioni. No, non vogliamo essere davvero felici e questo è il grande inganno che l’avversario ha messo nel profondo del nostro cuore: la rassegnazione e lo scoraggiamento davanti alla vita, come se nulla avesse senso, come se fosse tutto inutile.

La felicità esiste, sì, ma è per pochi privilegiati. Noi comuni mortali, invece, dobbiamo continuamente fare i conti con i nostri pesantissimi limiti, con le continue delusioni. Dio ci invita alla festa, al banchetto in cui è lui lo sposo.

I santi sono coloro che si sono seduti, che non hanno posto nulla innanzi all’amore di Cristo. Nemmeno la morte ci è d’impaccio perché il Signore ha vinto anche la morte e ci dona di condividere l’eternità.

E non ci è necessaria nessuna preparazione perché Dio non pone alcuna condizione se non quella di esserci.

Vorrei assistere alla scenetta quando, dopo il nostro passaggio, davanti alla bellezza immensa di Dio ci sentiremo sciogliere e diremo a Dio: che meraviglia Signore, a saperlo prima quanta meno sofferenza avrei vissuto! Immaginatevi l’espressione di Dio!

Non aspiriamo genericamente al Regno di Dio ma realizziamolo giorno per giorno, a partire da oggi!

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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