Vangelo di Giovanni – Gv 17,11b-19
Siano una cosa sola, come noi.
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».
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Parola del Signore.
Il Signore prega e chiede per noi suoi discepoli il dono di essere uniti, di vivere un amore che armonizzi le diversità, che riesca ad indicare il grande progetto che Dio ha di un’umanità redenta, riconciliata, pacificata nel profondo.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Giugno 2025” su Spreaker.Gesù ha immaginato la Chiesa come profezia di un mondo riconciliato, come la caparra del Regno, la pagina pubblicitaria dell’opera di Dio; guardando ai cristiani il mondo impara (dovrebbe imparare) che è possibile amarsi nella diversità e nel rispetto, senza prevaricazioni, senza violenza.
Questa dovrebbe essere la prima preoccupazione delle nostre Chiese, delle nostre parrocchie: testimoniare l’unità nella diversità. Non siamo seguaci del pensiero unico, ma della fede unica e la Chiesa è tale proprio perché larga, lunga e profonda.
Dio, il Dio di Gesù, è colui che, nello Spirito, ci riunisce. Basta guardare una nostra celebrazione: solo l’amore per Cristo riesce a metterci insieme! Se dovessimo discutere di politica, o dell’abbigliamento del sacerdote, finiremmo certamente per litigare.
Siamo diversi, perciò possiamo essere uniti: tutti convergiamo verso Cristo. Come scrive bene un padre della Chiesa, Doroteo di Gaza: noi siamo i raggi della ruota del carro e Cristo è il perno: più ci avviciniamo a Cristo e più ci avviciniamo fra di noi.
E quando il mondo parla troppo della Chiesa è perché la Chiesa parla troppo poco di Cristo.
L’unità nella diversità è il nostro sogno, il nostro obiettivo, possibile solo grazie al dono dello Spirito santo che ci fa udire nelle nostre lingue le grandi opere che Dio compie.
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Che bello incontrare dei credenti che parlano bene gli uni degli altri, che non si lasciano andare al (santo) pettegolezzo, che sanno vedere il positivo degli altri.
Che bello incontrare dei preti che non si lasciano andare alla critica dei confratelli, che non pensano di essere migliori o più capaci.
Che bello poter vedere nella Chiesa tante intuizioni, tante idee, tanti modi di realizzare e vivere l’unico vangelo!
Osiamo il sogno di Dio!
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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