Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 4 Gennaio 2023

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Giovanni è fermo, immobile: il suo tempo è passato, ora cede il passo. Vede passare il Signore, anzi, lo guarda con attenzione, va oltre l’apparenza. Fissa il Signore che passa perché Dio passa continuamente nelle nostre vite, sta a noi affinare lo sguardo.

Sant’Agostino scrive: <<Temo il Signore che passa!», perché possiamo farci travolgere dalla vita e non accorgerci del suo passaggio. E lo indica ai suoi due discepoli, probabilmente Giovanni l’evangelista e Andrea: è lui l’agnello. Grandissimo Battista! Non lega i discepoli a sé, non gioca a fare il guru, desidera ardentemente il bene di chi lo segue e li lega a Dio. Gesù, sentendosi seguito, si volta.

Ci aspetteremmo una reazione di gioia, finalmente i primi discepoli! Invece no: la prima parola che Gesù pronuncia è una domanda, e che domanda! Il Vangelo trabocca di domande: oltre duecento interrogativi attraversano le sue pagine. Perché incontra Dio chi lo cerca e lo cerca chi è ancora curioso ed innamorato della vita.

A volte rappresentiamo la fede come un granitico monolite da accogliere senza mai discutere. I Vangeli, invece, ci parlano di un Dio curioso, che chiede, che interroga, che desidera e che incuriosisce. <<Chi cercate?», chiede Gesù ai due discepoli del Battista. Che cerchiamo quando seguiamo il Signore? Pace? Sicurezza? Protezione?

Poco importa: qualunque sia la ragione che ci ha spinti ad essere cristiani, la fede è esperienza di vita, non “sapere”, ma “andare a vedere”. Non si può descrivere la fede, la si può solo vivere. E l’evangelista, dopo tanti anni, ancora si ricorda quel momento, l’ora precisa. A che ora abbiamo incontrato Dio nella nostra vita? Noi, allora, che abbiamo seguito e amato il Maestro, possiamo con semplicità dire ai tanti assetati di bene e di senso, di luce e di pace: <<Vieni e vedi>>.

Così, dopo l’incontro, la Parola inizia a diffondersi: Andrea va a chiamare suo fratello. Costruiamo comunità di discepoli che hanno visto dove abita il Signore: nella luce, nell’amore condiviso, nella pace del cuore.

Fonte: Il mensile “Amen – la Parola che salva

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