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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 30 Settembre 2025

Vangelo del giorno di Lc 9,51-56

Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.

Dal Vangelo secondo Luca

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Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Parola del Signore.

Gesù sta salendo a Gerusalemme.
Sa che in quella città che da sempre ha cercato si giocherà l’ultima battaglia.
E forse intuisce che quella battaglia la perderà.
Sa che a Gerusalemme si giocherà l’ultima partita: è la città del re Davide, la città del tempio, della classe sacerdotale, la capitale tornata splendente ad opera dell’astuto re Erode.

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La città che uccide i profeti e che acclama i re, la città che guarda con sospetto e sufficienza i portatori di novità come lui, provincialotti che si sono montati la testa e arringano le folle.
Sa. Luca specifica: si vede chiaramente che ha intenzione di tirare diritto.

Niente tentennamenti, poche storie, non è più tempo di indugiare, di seguire le piccole dispute teologiche dei rabbini, le tattiche di potere, le divisioni e le partigianerie.
Brucia, il Regno, brucia l’annuncio del Padre, brucia Dio.
Ha indurito il suo volto, cammina con determinazione, sa bene che in gioco c’è la visione stessa di Dio.

Per questa ragione suona come un insulto la reazione scomposta di Giovanni e Giacomo che si sono visti rifiutare il passaggio in un villaggio di samaritani, storici avversari degli ebrei.
Si sono montati la testa, anime belle, si sentono santamente offesi, invocano una punizione divina per i samaritani, un fuoco dal cielo, e lo chiedono a colui che morirà in croce per ogni uomo, in particolare per coloro che si sono rifiutati di accoglierlo.

Idioti. Apostoli chiamati dal Cristo, certo. Ma idioti.
Così distanti dal loro maestro, così lenti nel capire cosa sta succedendo.
Minacciano santa punizione, chiedono il fuoco dal cielo al Maestro.

Non lo farà, ovviamente, invitando i suoi, con un velato rimprovero, ad andare avanti.
Non basta seguire Gesù ed essere discepoli e apostoli per non correre il rischio di diventare dei pazzi omicidi, magari nel nome di Dio.

L’incontro con il Vangelo ci porta ad essere diversi, certo, ma il rischio che l’uomo vecchio riemerga con tutte le sue contraddizioni e le sue ombre è sempre in agguato.
Vigiliamo su noi stessi, se hanno sbagliato gli apostoli, può accadere anche a noi…

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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