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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 29 Maggio 2024

Commento al brano del Vangelo di: Mc 10, 32-45

Sono sgomenti e impauriti i discepoli. Ma il Signore sta lì davanti, non arretra, avanza verso Gerusalemme. La tensione cresce, Gesù volge lo sguardo con durezza alla capitale, la città che uccide i profeti pensando di rendere gloria a Dio.

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Pietro si è appena chiesto se ne vale la pena. Ora tutti sono spaventati dalla durezza delle parole di Gesù. Che rincara la dose, senza paura di perdere consensi. Saremo travolti, dice, sarò consegnato. Non rassicura, non minimizza, non finge.

Sa bene che la sua missione volge al termine, sa bene che il suo progetto è miseramente naufragato, sa bene che all’uomo, alla fine, non interessa veramente Dio, che gli sta anche bene un Dio scostante, lunatico, incomprensibile.

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Che ce ne facciamo di un Dio che ci chiede di collaborare con lui nella salvezza del mondo? Cosa, sul serio, può cambiare nella nostra vita un Dio che ci tratta da adulti e ci sprona a cambiare?

E Gesù avverte i suoi, e noi: andrò fino alla fine, costi quel che costi. Si guardano i discepoli. Ma come? La storia, allora, va a finire così male? Niente lieto fine? Niente commossi applausi? E accade l’incredibile: gli apostoli fuggono questa prospettiva, vaneggiano di primi posti, di ministeri, di gloria. Quale gloria? Quali ministeri? Ciò che accadrà sarà ben diverso.

Dio parla di dono, di sacrificio, di perdere la vita. Loro parlano di applausi, di riconoscimenti, di medaglie. E Gesù, che pure sta parlando del suo tragico destino! ancora una volta si mette da parte, non guarda al suo sgomento, alla sua paura, e indossa i panni del Maestro.

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Non così fra noi, non così. Non così nella Chiesa, non così in parrocchia, non così fra le catechiste, non così nei movimenti. La logica del Regno non è la logica del mondo ma il desiderio di visibilità, di affermazione, di egemonia abitano il cuore dell’uomo, anche del credente. Perciò seguire Gesù significa convertirci ad una logica altra.

Siamo discepoli di un servo, quando lo capiremo?

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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