Voglio formalmente schierarmi in difesa di Marta che, per lunghi secoli, impropriamente, รจ stata contrapposta a sua sorella Maria. Lo voglio fare in questa memoria degli amici di Betania, quei tre fratelli di cui sappiamo ben poco ma che sono diventati il modello e l’emblema dell’accoglienza nei nostri cuori del Dio diventato uomo.
In casa loro Gesรน si rifugiava volentieri, allontanandosi dalla Gerusalemme che uccide i profeti, dalle tensioni, dall’incomprensione dei suoi apostoli. Potessimo fare della nostra vita una piccola Betania capace di accogliere il Cristo quando lo desidera!
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Potessimo fare della nostra quotidianitร il luogo in cui Dio riposa e chiacchiera! Metterci in ascolto del Signore, invece di essere sempre pronti a chiedere ogni sorta di favoreโฆ E Luca, spiazzando come sempre i luoghi comuni, pone le due sorelle ad accogliere il Signore, quando, normalmente, era il maschio di casa, Lazzaro, in questo. caso, a doverlo fare. Maria si accovaccia ai piedi del Signore e Marta inizia a preparare qualcosa da mangiare.
La battuta di Gesรน sull’affanno di Marta รจ stata usata per esaltare la vita contemplativa a scapito di quella attiva, come se la vita fatta di meditazione fosse migliore di quella di chi indossa il grembiule per servire il fratello. N
on รจ cosรฌ! Azione e contemplazione sono essenziali l’una all’altra, sono i due volti del cammino cristiano, i due binari su cui corre il treno della fede: guai a contrapporli. L’azione nasce dall’ avere contemplato l’amore. La contemplazione รจ falsa se non approda all’azione.
Non si tratta di scegliere fra Marta o Maria, ma di diventare, nella nostra, vita, entrambe, perchรฉ entrambe le dimensioni sono essenziali alla vita di fede. Sono certo che Gesรน, a conclusione dell’episodio, si sia alzato per dare una mano a Marta e abbia mangiato con gusto, finendo tutti con il rassettare e lavare i piattiโฆ
Viva le “Marta” allora, che nella concretezza si occupano non solo dell’anima ma anche degli stomaci delle discepole e dei discepoli!
โ๏ธย Commento al brano del Vangelo di:ย ย โย Gv 11,19-27 oppure Lc 10,38-42
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