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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 29 Aprile 2025

Commento al brano del Vangelo di: Mt 11,25-30

Data:

Vangelo di Matteo – Mt 11,25-30

Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

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Parola del Signore.

Oggi la Chiesa ricorda la senese Caterina, mistica domenicana che tanto ha dato alla comunità cristiana. Insieme a Francesco d’Assisi è patrona d’Italia.

Avete presente Dio? Un grande, da tanti punti di vista. Uno, in particolare, mi ha sempre affascinato e sedotto: la sua capacità di ribaltare le logiche, tutte le logiche, anche quelle che pensiamo essere intoccabili e sacre. Anche le logiche attribuite alla sua divina sapienza.

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Prendete la Chiesa medievale, ad esempio. Si fondava, fra le altre cose, su alcuni principi: il ruolo imperante del papato, la superiorità dei maschi sulle figlie di Eva (pregiudizio duro a morire!), e la necessità di avere un’élite di teologi e predicatori che contraddicessero le striscianti eresie (molte delle quali, peraltro, foriere di esigenze reali).

Ora, quando Dio vede che qualcuno gioca con queste cose che fa? Prende una ragazzina illetterata (era analfabeta!) che da adolescente desidera farsi monaca, le appare, già che c’è le insegna a scrivere e a leggere e questa diventa pure dottore della Chiesa, e le chiede di dare un sacco di sante bastonate al papa intimorito scappato ad Avignone.

Così che il dolce Cristo in terra, come lo chiama la grande Santa, deve guardarsi dalle invettive di una mistica che lo ammonisce a rientrare a Roma.

Esattamente come abbiamo letto nel Vangelo odierno in cui Gesù stesso si stupisce della logica del Padre che non si rivolge ai teologi e ai sacerdoti del tempo, non ai rabbini o ai sapienti, ma alle persone semplici che lo seguono senza farsi troppi giri di testa, accogliendo la sua predicazione con il cuore, con entusiasmo, come un dono.

Non c’è bisogno di una laurea in teologia per imparare a pregare, un o una licenza in Sacra Scrittura per meditare ogni giorno la Parola lasciando che sia lo Spirito a condurci.

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Questa è la magnifica lezione dei santi: Dio spariglia le carte e usa anche gli strumenti apparentemente più inadatti per compiere meraviglie.

Quando Dio vede che la Chiesa arranca, ci pensa lui a mandare qualche santo.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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