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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 29 agosto 2026

Giovanni il Battista è il più grande uomo mai esistito. Non lo dico io, lo dice Gesù stesso.

Giovanni il battezzatore ha segnato la storia di Israele, di lui parla con grande rispetto lo storico Giuseppe Flavio, per il suo carisma, per la sua capacità di scuotere le coscienze, coerente e severo con sé stesso, intransigente nell’invitare le persone a convertirsi, severo e tagliente nelle sue parole.

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La folla lascia il magnifico e ricostruendo tempio di Gerusalemme, con le sue liturgie, le sue glorie, le sue pompe, per affrontare il viaggio nel deserto fino a raggiungere il Giordano dove altre persone si accampano, nel silenzio, in attesa che il profeta esca dalla sua grotta per battezzare.

Giovanni che prepara la strada al Messia e che, una volta che lo ha battezzato, stupito per la sua umiltà, lo indica ai suoi discepoli.

Eccolo, l’agnello, ecco lo sposo cui lui non è degno di sciogliere il laccio dei sandali. Eccolo.

Ma le notizie che arrivano a Giovanni, incarcerato a Macheronte in attesa di essere ucciso, lo destabilizzano.

Non per l’inevitabile morte per mano del potente (idiota) di turno ma perché la punizione severa che aveva profetato, la resa dei conti di un Dio irritato e vendicativo che aveva immaginato, in Gesù non si realizza. Affatto.

Anzi: il Signore parla di perdono, di compassione, di tenerezza. E se si fosse sbagliato?

Immaginatevi di vivere tutta la vita per una causa e di arrivare alla vostra ultima ora con la soffocante sensazione di avere sbagliato tutto. Come reagireste? Come reagirei?

La risposta di Gesù mette i brividi. Alla domanda degli inviati di Giovanni: sei tu o dobbiamo aspettarne un altro? Gesù manda a dire: guardati intorno, Giovanni.

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I segni del Regno messianico ci sono tutti, sta a lui, ora, vederli, riconoscerli, fidarsi.

Mentre nel palazzo il boia sta affilando la spada per decapitarlo. Che sfida! Che uomo!

Fino alla fine siamo messi alla prova, se prendiamo Dio sul serio. Fino in fondo, se osiamo Cristo.

Onore a te Giovanni, testimone fedele.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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