Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 29 Agosto 2025

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Vangelo del giorno di Mc 6,17-29

ยซVoglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battistaยป.

In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodรฌade, moglie di suo fratello Filippo, perchรฉ lโ€™aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: ยซNon ti รจ lecito tenere con te la moglie di tuo fratelloยป. Per questo Erodรฌade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perchรฉ Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nellโ€™ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne perรฒ il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i piรน alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dellโ€™esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodรฌade, danzรฒ e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: ยซChiedimi quello che vuoi e io te lo darรฒยป. E le giurรฒ piรน volte: ยซQualsiasi cosa mi chiederai, te la darรฒ, fosse anche la metร  del mio regnoยป. Ella uscรฌ e disse alla madre: ยซChe cosa devo chiedere?ยป. Quella rispose: ยซLa testa di Giovanni il Battistaยป. E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: ยซVoglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battistaยป. Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandรฒ una guardia e ordinรฒ che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andรฒ, lo decapitรฒ in prigione e ne portรฒ la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

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Parola del Signore.

Giovanni รจ lโ€™unico santo, insieme a Maria di Nazareth, di cui festeggiamo lโ€™inizio e la fine della vita.
E la sua รจ stata una fine orribile, spietata, simile alle tante morti cui assistiamo ancora oggi.

Uomini e donne vittime del potere e della guerra, dellโ€™ideologia, degli interessi economici.
Dallโ€™ormai dimenticata tragedia siriana ai massacri religiosi in Africa centrale, dalla guerra russo-ucraina ai massacri in Terrasanta: migliaia di uomini, donne e bambini sono straziati a causa delle guerre e della violenza che alberga nel cuore dellโ€™uomo.

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Violenza che ci abita, che ci accompagna fin dalla nascita e rimane nascosta anche dietro le apparenze piรน miti e civili.
Un cane alla porta pronto a sbranarci e di cui dobbiamo prendere consapevolezza.

Il martirio del Battista ci richiama a questa tragica veritร : se non addomestichiamo il cane rabbioso prima o poi ucciderร  qualcuno.

E di violenza rabbiosa parla il Vangelo di oggi, quella di una donna, Erodiade, che decide in cuor suo di far tacere quel profeta irriverente che non nasconde la veritร  lampante: รจ una astuta concubina che passa dal letto di un re ad un altro.

Violenza tutta patologica di sua figlia che, in simbiosi con la madre, si rende artefice e complice di un atroce omicidio, iniziata ad usare la propria seduzione come arma di potere.

Violenza del re Erode, che volentieri ascolta il Battista, ma che non esita a farlo giustiziare per non rendersi ridicolo agli occhi dei convitati e della (inutile e pericolosa) promessa che ha fatto e di cui si รจ giร  pentito.

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Non siamo Erodiade o la figlia o il pavido re, ma quella stessa violenza alberga nel profondo della nostra anima, quando non perdoniamo, quando ce la leghiamo al dito, quando pensiamo di essere delle vittime di qualcuno.

Eppure, oggi, celebriamo la vittima, non i carnefici.
Su tutto, su tutti, ricordiamo proprio lui: il piรน grande fra gli uomini, il Battista.
Lo sconfitto, agli occhi del mondo.
Il martire, per tutti noi.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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