Il setting del vangelo di questa domenica ha un sapore conviviale: in giorno di sabato, Gesù accetta l’invito di “uno dei capi dei farisei” e si reca a casa sua per pranzare.
Il contesto offre al Signore la possibilità di rivolgere una parabola che, lungi dal voler essere una regola del galateo, ha un valore rivelativo: agli invitati, presi dalla smania di arraffare i primi posti, Gesù ricorda la necessità dell’umiltà; a colui che lo aveva invitato, consiglia chi invitare, prendendo le distanze dal brocardo latino “do ut des” (= io do perché tu dia).
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“Mi domandavo un giorno per quale motivo il Signore ama tanto l’umiltà e mi venne in mente d’improvviso, senza alcuna mia riflessione, che ciò deve essere perché egli è somma Verità e l’umiltà è verità” (Santa Teresa d’Avila). L’umile riconosce la verità di sé: una creatura peccatrice che confessa di aver ricevuto da Dio tutto ciò che ha!
Modello di umiltà è Gesù Cristo, che, col suo abbassamento, ci ha salvato, mostrandoci la beatitudine di amare in pura perdita. Un fatto, questo, che commuoveva S. Francesco d’Assisi, portandolo a gridare: “L’amore non è amato”.
Siamo invitati, sull’esempio del Maestro e sulla falsariga dei Santi, a servire i nostri fratelli con cuore umile e per amore, custodendo la speranza certa che ogni briciola di bene, offerta nella verità e con carità, avrà la sua ricompensa dal Cielo non solo “un domani”, ma già oggi…
Preghiera…
Aiutami a scegliere l’ultimo posto per servirTi nella verità!
Domande per noi…
1. Che idea ti sei fatto di te stesso?
2. Di quale riconoscimento hai bisogno?
3. Cosa ti blocca nel cammino di libertà?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
