Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 Gennaio 2026

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Vangelo del giorno di Lc 10,1-9

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

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Parola del Signore.

Tutti pensano che Gesù stia esagerando, alla fine. Non ha tempo nemmeno per mangiare e, ci diceva ieri il simpatico evangelista Marco, i suoi famigliari si precipitano a prelevarlo per impedirgli di far fare brutte figure al clan, visto che tutti pensano che sia da matti comportarsi in quel modo.

Ma arriva il carico da novanta: da Gerusalemme vengono inviati dei teologi, gli scribi, per valutare la sua predicazione, per capire con chi hanno a che fare. Evidentemente la sua fama ha raggiunto la capitale e suscitato qualche preoccupazione.

Ma agli scribi basta ascoltarlo (senza interrogarlo!) per emettere la sentenza: è un indemoniato. Ecco: fine della neonata brillante del profeta Gesù. D’altronde, allora come oggi, c’è sempre qualcuno che ha bisogno di mettere bollini, di rilasciare patentini. Indemoniato.

E per quale ragione? Perché fa l’esorcista, perché caccia i demoni. All’epoca di Gesù le malattie di cui non si conosceva l’origine, l’epilessia, ad esempio, erano considerate possessioni diaboliche.

Gesù, tenero!, lo chiama a sé e, attraverso parabole, senza confrontarli direttamente creando tensioni, argomenta: ma per quale misteriosa ragione il capo dei demoni si darebbe la zappa sui piedi scacciando altri demoni? Spiegatemi la logica! Ed è proprio così: accusare Gesù di cacciare i demoni in nome del capo dei demoni è semplicemente assurdo.

Ma tant’è: superare i pregiudizi è la cosa più difficile di fare, soprattutto fra i devoti. E, ammonisce il Signore con fermezza, chiudere con ostinazione cuore e occhi davanti a segni così potenti, rimanere cocciutamente fermi davanti all’evidenza significa spegnere lo Spirito Santo, impedirgli la possibilità di salvarci, condannarci alla tenebra interiore per sempre. Vero. E drammatico.

Chiediamo al Signore, allora, di aiutarci in questa giornata a vedere la sua opera in noi e attorno a noi, riconoscendo quanto agisce nella nostra vita continuamente, senza chiudere ostinatamente il nostro cuore.

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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