Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 25 Marzo 2024

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Sei giorni prima della Pasqua. Oggi, lunedรฌ della settimana santa, Gesรน si trova ospite di Marta, Maria e di Lazzaro, il risorto. Una cena straordinaria, che mette i brividi, incredibile.

Tutti sanno cosa รจ accaduto, i vicini di casa si accalcano alla porta della piccola e accogliente casa degli amici del Maestro, ma non sanno cosa passa davvero nel suo cuore amante e amato. Arriva fino a Betania l’odore acre della morte.

Quello che a fatica hanno tolto dai vestiti dell’amico. Quello che sembra contagiare le menti attorcigliate dei difensori della fede che hanno deciso la sorte del Nazareno: meglio che muoia lui piuttosto che il popolo.

Gesรน sa che quel gesto ha scombussolato gli animi, scatenato l’odio profondo nei suoi confronti, sa di avere dato la sua vita per quella dell’amico, presagio di quanto accadrร  fra qualche giorno fuori dalle mura della cittร  che uccide i profeti.

Un presagio funesto che ha riempito il cuore del Maestro, consapevole della resa dei conti, che pone un velo di tristezza sul suo sguardo abitualmente limpido e luminoso. Tutti gli altri, ignari, non sanno cosa stia veramente accadendo.

Solo la piccola Maria che, in Giovanni compie un gesto attribuito ad altre donne nei sinottici, forse ha capito; versa trecento denari di puro nardo sui piedi del Signore, il cui profumo, per un istante, sovrasta ogni altra percezione e invade la casa e i sensi.

Trecento denari รจ valore dell’unguento, fa notare Giuda, il cassiere del gruppo. Trecento denari, quasi un anno di stipendio: assurdo! Forse il valore del profumo รจ esagerato dall’evangelista per dire una cosa semplice: per trenta denari sarร  venduto il Signore al Sinedrio, ma qui, ora, Maria, con quel gesto, gli dice che il suo amore vale dieci volte di piรน.

E ancora oggi te lo ripetiamo, Signore e Maestro che ti lasci condurre alla morte: tu vali. La tua vita vale. Il dono della tua vita ci salva. Accetta il profumo del nostro gesto gratuito, del nostro amore, della nostra preghiera, della nostra stupita ed emozionata gratitudine.

FONTE: Amen โ€“ La Parola che salvaIl blog di Paolo

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