L’essenziale è amare. Credere porta ad amare. Il cristiano si è scoperto amato e capace di amare come Dio, fino a morirne, La Chiesa è (dovrebbe essere) e la comunità di coloro che, amati, sanno amare.
Gesù dice: il primo comandamento è amare Dio e amare il prossimo. Non è strano parlare di ”comandamento” rispetto all’amore? L’amore non ci richiama concetti come: desiderio, entusiasmo, libertà, gratuità? Posso amare per dovere? Posso ordinare di amarmi?
Certo che no! Come può Gesù comandarmi di amare Dio, se l’amore è atto di pura libertà, di totale gratuità? Esiste un comandamento prima del primo, un comandamento “zero”. Esiste un sottinteso che chi fa esperienza di Dio conosce bene: Dio ti ama di un amore immenso, libero, rispettoso. Ciò che Gesù chiede è di arrenderci al corteggiamento di Dio, di lasciare il nostro intimo fiorire nella passione verso la tenerezza che Dio ci offre.
Amare non è lo sforzo di chi vuole rendere onore, ma la risposta di chi ha sentito la seduzione di Dio. Gesù ci sta dicendo: “Ama perché sei immensamente amato, lasciati amare dalla tenerezza di Dio! La morale è risposta a una chiamata, è un cambiamento di vita che scaturisce dal sentirsi amati. Esiste un comandamento prima del primo.
Prima non per importanza, ma nel senso di ordine cronologico, di tempo: “Lasciati amare da Dio”. La vita è ricerca di questo amore che, una volta scoperto, diventa sorgente per amare i fratelli. Allora, certo, Gesù chiede agli agapetoi, a chi ha sperimentato la sua tenerezza, di lasciare quell’amore tracimante per riversarsi sugli altri.
Scoprirsi amati significa ricambiare quell’amore al meglio delle nostre capacità: con intelligenza, volontà, passione. Innamorarsi di Dio e del suo progetto dell’umanità per raccontare ai fratelli, a volte anche con le parole, che Dio ci vuole suoi collaboratori nella salvezza. Perché solo l’amore salva il mondo. Anche il mio (piccolo e sincero) amore.
FONTE: Amen – La Parola che salva – Il blog di Paolo
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