Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 22 Maggio 2023

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Ha parlato ai suoi discepoli, ha aperto loro il suo cuore, ha spalancato la sua anima. Ora è tutto chiaro, la Parola ha parlato, il Verbo si è manifestato, tutto è svelato, tutto è detto, annunciato, chiaro. Ora il Maestro parla al Padre nella grande preghiera sacerdotale lui, ponte fra l’Eterno e gli uomini, unico pontefice.

E prega, chiede, affida. Prega per i discepoli, i suoi discepoli. Sono suoi, gli sono stati affidati dal Padre, a lui sono stati condotti, a lui siamo stati condotti, tutti. Noi apparteniamo a Cristo, siamo suoi. Lo siamo perché ci ha cercati, ci ha voluti, nel totale rispetto per le nostre scelte e la nostra libertà. Come un innamorato che corteggia la sua amata, così siamo stati cercati dal Maestro nelle mille sfumature del nostro cammino, del nostro percorso di vita.

E abbiamo creduto che le parole del Signore Gesù sono parole che provengono da Dio perché lui e il Padre sono una cosa sola. Sono parole che ci hanno raccontato Dio, che ci hanno svelato il mistero nascosto nei secoli, ci hanno svelato chi siamo e cosa ci facciamo su questa terra. Siamo di Cristo, siamo cristiani, ci siamo scoperti amati, lo abbiamo seguito, lo stiamo seguendo perciò, dice il Signore, siamo anche del Padre, di Dio.

Passiamo la vita a cercare visibilità, approvazione, riconoscimento, siamo disposti a sopportare qualsiasi sofferenza pur di piacere agli altri. Ma siamo già qui e ora figli di Dio, figli del gran re, gli apparteniamo. Non importa cosa sappiamo fare o cosa riusciamo ad ottenere in questa vita: scoprendoci preziosi agli occhi di Dio possiamo fiorire perché possiamo amare.

Quanto amore manifesta Gesù per i suoi discepoli! Quanto gli stanno a cuore! Quanta compassione e tenerezza emergono da queste parole così intense, pronunciate da un condannato a morte!

Non c’è traccia di astio, di paura, di rabbia nelle sue parole, solo un desiderio infinito di consumarsi come una candela per dare luce a tutta l’umanità sprofondata nella tenebra.

✝️ Commento al brano del Vangelo di: ✝ Gv 16,29-33

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