- Pubblicità -

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 20 Dicembre 2024

Maria di Nazareth, insieme al battezzatore e a Giuseppe, ci viene proposta come modella dell’attesa, come discepola dell’ascolto che ha fatto della sua piccola vita un capolavoro dell’accoglienza. Di Dio.

Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 20 Dicembre 2024” su Spreaker.

Il principe degli angeli e una timida e acerba adolescente di un minuscolo paese fuori dalle rotte principali, figlia di un popolo invaso e scoraggiato, stanno di fronte. Dio ha deciso di irrompere nella Storia, ha rotto gli indugi dopo avere visto quanta fatica facciamo nel cercare il suo volto, nonostante i patriarchi, i re, i profeti. E ha bisogno di un corpo, di una madre, di un padre. E, garbato come sempre, Dio scardina le nostre certezze e chiede la collaborazione di una ignota ragazza di Nazareth.

Ma argomenta, questa ragazza, chiede ragione all’arcangelo abituato ad essere temuto, non interrogato. Ecco, ha ricevuto l’annuncio: a lei, ora, la scelta. Credere e assecondare la follia di Dio, anch’egli adolescente e sognatore nel cuore, o lasciar perdere. Se, oggi, milioni di uomini e donne hanno scoperto la gioia del Vangelo, è grazie al suo “sì”. Se, domani, altri crederanno, sarà grazie al mio, di “sì”.

Ora l’angelo torna da Dio che lo ha inviato con una risposta affermativa: accada. E accadrà. Dio ha trovato una ragazza capace di stupirlo con la sua fede fresca e incrollabile. Perché Dio è il primo a stupirsi della fede degli uomini, anche della nostra, anche della mia. Parte, l’angelo. Maria resta sola col suo mistero non condivisibile.

E questa solitudine peserà davanti ai dubbi, davanti all’evolversi della promessa, davanti alla piega drammatica degli eventi. Non ci saranno più angeli a sostenerla. Troppe volte pensiamo a lei come ad una privilegiata, una donna con poteri magici, straordinari che nulla ha a che fare con le nostre fatiche, le nostre sconfitte, le nostre solitudini. Non è così: nessun angelo l’ha accompagnata da qui in avanti, solo la sua fiducia nella promessa.

Così anche per noi: quando la fede entra in difficoltà, chiediamo all’adolescente di Nazareth di aiutarci.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO DEL GIORNO