Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 Novembre 2020 – Gv 6, 37-40

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Abbiamo bisogno della speranza e della gioia che ci provengono dalla festa dei santi per affrontare il ricordo doloroso delle persone che abbiamo amato e che non sono piรน.

La morte รจ lโ€™unica certezza della nostra vita e bussa alla nostra porta non in maniera teorica ma quando perdiamo qualcuno che ci sta a cuore. Dare senso alla nostra morte significa, in qualche modo, dare senso anche alla nostra vita. Oggi preghiamo per tutti i defunti, li affidiamo al risorto e rispolveriamo la nostra fede nella resurrezione.

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Noi crediamo che, nel momento della nostra morte, la nostra anima raggiunga direttamente Dio per essere accolta nellโ€™eternitร  oppure, se ancora qualcosa deve capire e cambiare, per un tempo supplementare di conversione. Ma anche, nel drammatico rispetto della nostra libertร , Dio accetta il nostro rifiuto di avere a che fare con lui.

Alla fine dei tempi la nostra anima raggiungerร  il nostro corpo, che conserviamo e rispettiamo in luoghi chiamati โ€œcimiteriโ€, cioรจ โ€œdormitoriโ€ che oggi riempiamo di segni di vita come la luce e i fiori. La preghiera che oggi facciamo per i nostri defunti li incoraggia nel loro cammino verso la pienezza.

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