Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 Maggio 2020

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Ora sono tutti spiazzati, non scherziamo. Non solo la folla, stupita per il rifiuto di Gesรน di essere incoronato re e ora protagonista di un incomprensibile e pericoloso discorso teologico. Non solo i suoi discepoli, straniti dalla richiesta astrusa di cibarsi della sua carne e del suo sangue.

Ma anche i Dodici, i suoi piรน fedeli amici, che vedono in poche ore sfumare lโ€™apoteosi ottenuta dal miracolo del Maestro. Un vero disastro, una catastrofe da tanti punti di vista, lโ€™inizio della fine della neonata carriera del Signore. Cโ€™รจ una clima pesante, unโ€™aria greve. Molti se ne vanno, parole troppo dure.

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Come facciamo noi quando Dio ci dice parole troppo dure, quando la fede giudica la nostra vita e ci spinge al cambiamento: ce ne andiamo. I suoi discepoli lo abbandonano. Allora Gesรน si volge verso i suoi amici. Chiede loro di restare, almeno loro? Di non abbandonarlo? Macchรฉ. รˆ libero, Gesรน. Talmente legato al Padre da non cedere a compromessi.ย 

E chiede ai suoi:ย volete andarvene anche voi?ย Il silenzio cala sugli apostoli. Pietro, lโ€™immenso Pietro, cosรฌ simile a noi, risponde per tutti:ย dove vuoi che andiamo, Signore?

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