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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 2 Agosto 2024

Gesù non viene riconosciuto come profeta proprio dai suoi familiari e dei suoi concittadini. Questo dato, all’apparenza sconcertante, è unanimemente condiviso dagli evangelisti.

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Nonostante la fama acquisita e le testimonianze a suo favore di molte persone, proprio a Nàzaret Gesù riceve un clamoroso rifiuto. La ragione l’abbiamo letta: tutti lo conoscono, sanno da dove viene, lo hanno frequentato.

Chi si crede di essere? È solo un falegname che si è montato la testa e si crede profeta! Purtroppo, anche a noi succede così: ci fermiamo troppo spesso davanti a chi annuncia, senza nemmeno ascoltare il suo messaggio.

E non parlo della coerenza, richiesta purché non diventi anch’essa un idolo, ma del fatto che lasciamo prevale le simpatie e le antipatie. Se non ci piace chi ci parla del Vangelo spegniamo il cervello senza ascoltare una sola parola! E ci perdiamo Dio.

Perché, spesso, non vediamo i prodigi di cui parla il Signore? Perché, spesso, siamo appiattiti su una fede fatta di abitudine? Perché tutto ci suona così terribilmente banale? Familiare, sì, ma nel senso deleterio del termine.

Abituati, asfaltati, rassegnati? Forse perché, come per gli abitanti di Nàzaret, i nostri schemi mentali, i nostri pregiudizi, le nostre convinzioni incrollabili ci impediscono di vedere, di stupirci, di gioire. Sappiamo già, Sappiamo trarre insegnamento e beneficio dal nostro passato, ma solo per aprirci al futuro.

conosciamo tutto, da anni, da decenni siamo avvezzi a riti, parole, liturgie, cosa mai potrà scuoterci? Ecco, è proprio questo il dramma: non sappiamo più stupirci, non sappiamo più gioire.

Gesù non riesce a fare nulla perché il cuore dei suoi concittadini è disincantato e scettico, incapace di sussultare. Questo ce lo dobbiamo, questo dobbiamo concedere alla nostra anima: la possibilità di cambiare, anche quando pensiamo di avere visto cose a sufficienza, anche quando crediamo di non avere più nulla da cambiare o da capire.

Allora la quotidianità, l’ovvio, lo scontato, il banale, si trasfigurano e si incendiano della luce dello Spirito.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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