Vangelo del giorno di Lc 9,22-25
Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».
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Parola del Signore.
Mistero dell’animo umano! Di questa parola pronunciata dal Signore in uno dei tre momenti di profezia del suo percorso ci ricordiamo soprattutto l’invito a prendere la croce rivolto ai discepoli.
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Sa bene, il Signore, che l’ostilità nei suoi confronti sta crescendo, è palese, evidente, la tocca con mano. Allora ammonisce i suoi: se mi seguite, se percorrete la mia stessa strada, se fate le mie scelte, sappiate che all’orizzonte c’è una croce, cioè un fallimento, una persecuzione.
Prendere la croce, allora, diventa la manifestazione piena della volontà del Signore: preferisce morire che cambiare la sua visione del Padre. E chi lo vuole seguire deve essere pronto ad andare fino in fondo, costi quel che costi.
Solo che, questa pagina così splendente, chiara, l’abbiamo, spesso, male interpretata e la croce è diventata una prova, una sofferenza, proveniente addirittura da Dio! Non è così, ovviamente, ma a noi piace crogiolarci nel dolore, che, invece, va superato.
Il cuore di questa parola è il messaggio che Gesù vuole portare fino in fondo, per cui è disposto a morire e che, ci dicono gli studiosi, è una della frasi più ripetute nei Vangeli, certamente proveniente dalle labbra del Maestro: Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.
Ecco: la vita è dono, sovrabbondanza d’amore, spreco apparente, e donare è ritrovare, perdere è ritrovare, salvarsi e salvare. Semplice e stordente, non fossimo così abituati alle parole devote, quanto propone il Signore: fai della tua vita un dono, come ho fatto io.
Fallo anche quando diventa faticoso, anche quando ti sembra di perdere tutto, perché una vita spesa per amore ha senso e salva.
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Non dobbiamo salvare il mondo, il mondo lo ha salvato il Signore. Quello che possiamo fare è vivere da salvati, amando in questa giornata, senza calcolo, al meglio delle nostra capacità, amare dell’amore con cui ci siamo scoperti amati.
Questo è lo scopo di ogni quaresima e di ogni conversione.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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