Vangelo del giorno di Lc 12,8-12

Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire.
Dal Vangelo secondo Luca.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».
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Parola del Signore.
Il Maestro di Nazareth è passato di moda: il suo parlare franco, senza ipocrisie, che rivela, senza rabbia, le contraddizioni dei devoti di tutti i tempi ha mandato in fibrillazione i pretoriani della fede che ora vogliono spegnerlo, ridicolizzarlo, ucciderlo.
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La gente sente che è finito il tempo dei facili entusiasmi della fede e si defila, andandosene uno dopo l’altro.
Va bene, ci sta, ci mancherebbe, siamo liberi, magnificamente liberi.
Anche oggi, basta farsi un giro sui social essere cristiani è diventato divisivo:
- fra coloro che, da credenti, si ergono a difensori di Dio combattendo i nemici della fede, là dove Gesù ha detto chiaramente di amarli, i nemici
- e coloro che si lasciano imbottire della narrazione semplificata e rappresentano la Chiesa e i cristiani come una sorta di associazione a delinquere.
Bene, ci sta anche questo.
Allora Gesù ci avverte: è tempo di credere, non di cedere, di rimanere come pioli conficcati nel terreno, di essere tenaci, di professare che Cristo è nostro Maestro e Signore, per essere riconosciuti come discepoli davanti agli angeli.
E chiedere il dono dello Spirito per poterci difendere davanti ai tribunali, di fronte ai giudizi impietosi delle persone che criticano senza conoscere, che ci irridono e mortificano.
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No, non siamo avvocati dell’Altissimo e nessuno, credetemi si converte davanti all’evidenza e alla verità.
Non si tratta di rispolverare l’apologetica, che fornisce le argomentazioni per difendere la fede, ma di amare i nemici, di essere credibili, di non spegnere in noi la speranza, di prendere sul serio il Vangelo dicendo che no, non abbiamo fatto una brutta esperienza di Chiesa, che ci siamo scoperti amati, che il nostro cuore è abitato.
Invocare lo Spirito, non rattristarlo, non bestemmiarlo, come fanno i farisei e gli scribi, che non sanno leggere l’opera di Dio nei segni che compie Gesù, che si arrampicano sugli specchi (gli danno dell’indemoniato perché agisce da esorcista!).
Riconosciamo l’azione di Dio nella nostra vita!
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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