OLTRE L’IMMAGINE SULLA MONETA
Possiamo essere cittadini responsabili nella vita sociale e restare fedeli a Dio nel cuore. Una vita di fede retta e coerente è sempre pienamente integrata nella vita civile. Oggi ricorre la 100ª Giornata missionaria.
Gesù è davanti a una trappola politica e religiosa: il tributo a Cesare (Vangelo). La sua risposta non è un compromesso prudente ma mette a nudo le intenzioni inique del cuore per non confondere la realtà, in quanto ogni cosa ha il suo posto.
- Pubblicità -
Cesare ha diritto alla sua moneta perché porta la sua immagine: ma l’uomo porta impressa l’immagine di Dio e, pertanto, gli appartiene. Questo non sempre l’uomo riesce a scorgerlo.
Il cristiano anche quando rende a Cesare ciò che gli spetta non smette mai di appartenere a Dio, che è l’unico Signore del destino umano.
Inoltre, Cesare non è Dio ma può essere inconsapevolmente usato da Dio (I Lettura) come possibile strumento per aiutare le persone. Il credente è chiamato ad abitare il mondo senza assolutizzarlo e a riconoscere l’azione di Dio anche là dove non porta il suo nome.
Consegnargli la totalità della vita con: la fede, la carità, la speranza (II Lettura) questo è saper dare a Dio ciò che è di Dio.
La fede libera l’uomo dalla paura dei poteri del mondo; la carità impedisce di trasformare l’obbedienza civile in indifferenza verso l’altro; la spezzanza sottrae la storia all’idolatria del presente e la apre al compimento di Dio.
don Donato Allegretti, ssp – Fonte Edizioni San Paolo
