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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 16 Ottobre 2024

Nell’immaginario collettivo pensiamo a Gesù come al compassionevole, al misericordioso attento alle sofferenze delle persone, all’uomo mite e sorridente. Ed è vero, Gesù affascina per la sua capacità di entrare in empatia con i sofferenti.

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Ma, anche, è capace di essere diretto, assertivo, di smascherare le immense ipocrisie degli uomini di fede, di noi uomini di fede. Non si ferma davanti a niente e non lo fa per stizza o per malo carattere, ma per passione e amore nei confronti del Padre e nei confronti di chi gli sta davanti.

Non sempre chi ti dà uno schiaffo ti vuole male e chi ti accarezza ti vuole bene! Gesù ci spinge all’angolo, ci obbliga a confrontarci col vero volto di Dio, stana i pensieri reconditi, soprattutto quelli fintamente religiosi o inutilmente devoti.

Fino a che giochiamo sulla difensiva, facciamo gli offesi quando la Parola smaschera le nostre numerose ipocrisie, non potremo assaporare l’immensa bellezza della libertà che Dio ci dona. Ne ha per tutti il Signore, mena fendenti a destra e a manca, senza preoccuparsi, senza distrarsi, senza acredine ma con disarmante verità.

E non lo fa perché è un rompiscatole altezzoso, non si crede migliore, non gioca a fare il mistico o il guru. È l’amore per il Padre a spingerlo, a indicare quando i nostri atteggiamenti devoti diventano una trappola.

Come quando ci concentriamo sulle minuzie e diventiamo più devoti di Dio dimenticando compassione e misericordia, o come quando l’essere discepoli, o preti, o catechisti, ci mette in vista, ci dona qualche lustro, rispetto (in alcune parti d’Italia), approvazione e applausi.

O come quando ci ostiniamo a chiedere agli altri di fare quanto noi per primi non riusciamo a fare, imponendo pesi insopportabili, facendo i moralisti, i giudici.

No, chiede il Signore: il discepolo mette al centro giustizia e amore, senza trascurare le devozioni, non cerca visibilità, propone agli altri solo quanto egli per primo ha in qualche modo sperimentato. Uffa.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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