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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 14 Febbraio 2025

Oggi la liturgia celebra i Santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa, grandi evangelizzatori dei paesi dell’Est. Per fare memoria della diffusione del Vangelo, della passione che ha spinto questi due fratelli, uno vescovo, l’altro monaco, a portare il nome di Cristo spingendosi ai confini del continente europeo.

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Non solo: Cirillo, grande teologo, filosofo, conoscitore di lingue, imparò lo slavo e inventò un alfabeto, il cirillico, appunto, per poter tradurre la Scrittura.

Eppure, per uno strano inghippo, la stragrande maggioranza delle persone oggi ricorda San Valentino, vescovo di Terni, che è diventato, suo malgrado, patrono degli innamorati. Bella festa, se non fosse stata riempita di eccessivo zucchero e melassa e si riducesse, molto spesso, a qualche regalino e una cena romantica.

Eppure, queste due feste che si sovrappongono—una legata all’evangelizzazione dell’Europa e l’altra, un po’ più commerciale, legata a un vescovo patrono e difensore di chi si ama—sono un’occasione per dare ancora un buon annuncio, una buona notizia. L’amore non si riduce a cuoricini e scatole di cioccolatini, ma ha le sue profonde radici nel Vangelo che ci è stato donato.

Anche l’amore, anche l’innamoramento, anche la più bella e romantica storia d’amore, sono frutto dell’amore di Dio e a Lui ci conducono. Perché ogni amore, ogni persona, sono e rimangono realtà penultima, bellissima, ma riflesso di un Amore più grande.

Ed è bellissimo ricordare e ricordarci che tutto ciò che ha a che fare con l’amore ha a che fare con l’Amore. Proprio l’amore, l’esperienza fra le più belle che possiamo vivere, è un riflesso potente dell’Amore che lo ha generato.

Così, Valentino ci prende per mano e ci accompagna, insieme a Cirillo e Metodio, a scoprire la sorgente stessa dell’Amore, il volto del Padre. Perché il più grande regalo che ci possiamo fare fra amanti è camminare insieme verso l’Amore, scoprendoci per primi amati e scegliendo di amare.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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