La suggestiva pagina del Vangelo di oggi in cui Gesù chiede di pregare per avere nuovi operai per il Regno, e dove senza mezzi termini indica chiaramente la radicalità che i discepoli devono avere per potersi dire davvero Suoi, è anticipata da una piccola ma decisiva annotazione:
“Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi”.
Ascolta “don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 14 Febbraio 2025” su Spreaker.I discepoli sono mandati davanti a Gesù a prepararne la strada. Sono coloro che anticipano la Sua venuta. Mi piace pensare che la vera vocazione di un cristiano sia preparare la strada a Cristo e mai sostituirsi a Lui.
In questo senso, una vera amicizia, un vero amore, una passione vissuta fino in fondo, la gratuità di un aiuto, la dedizione verso chi ha bisogno, altro non sono che gesti preparatori alla venuta di Dio nella vita delle persone. A noi viene chiesto solo di fare la nostra parte, vivendo bene soprattutto la qualità delle nostre relazioni.
Infatti, se un padre è un buon padre, aiuterà suo figlio a capire un giorno la paternità di Dio. Se una madre è una buona madre, aiuterà un giorno a capire la misericordia di Dio. Se un amico è un vero amico, aiuterà un giorno quella persona a capire la vicinanza di Dio. Se tu vuoi gratuitamente bene a qualcuno, aiuterai quel qualcuno un giorno a capire la gratuità di Dio.
E potrei continuare così all’infinito. Ecco allora il valore di un discepolo: preparare con un’esperienza umana positiva la venuta di Gesù nella vita del prossimo.
Infatti, noi siamo umani e abbiamo sempre bisogno di riferimenti umani per comprendere le cose, e anche Dio ci è comprensibile solo attraverso un riferimento umano. Non a caso, Dio si è fatto uomo in Gesù.
Ma se noi cristiani smettiamo di dare agli altri esperienze umane positive, impediamo loro di incontrare Gesù, perché diventa per loro incomprensibile.
Autore: don Luigi Maria Epicoco
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