Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Maggio 2023

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Cancellate quanto credete di credere. E smettetela di mandare a memoria tutti i comandamenti, i famosi dieci di Mosè e i troppi altri che, in assoluta buonafede, i farisei di ieri e di oggi hanno gentilmente pensato di aggiungere. Smettetela di sentirvi in colpa, triste atteggiamento in cui molti cristiani sono cresciuti.

Finitela di assumere l’aria del pentito divorato dai sensi di colpa per non essere un “buon cristiano”. Lasciate stare l’improbabile e improponibile visione di voi stessi nella perfezione eterea dei santi da ricordino. Eccolo qui il nuovo comandamento, il suo, l’unico. Che supera ogni altra indicazione, che la rottama, che la integra, che la illumina, che la ridefinisce.

Amiamoci gli uni gli altri con l’amore con cui siamo stati amati. Non ci amiamo per generosità, per simpatia, per sforzo, perché ci sentiamo migliori, ma doniamo agli altri l’amore che abbiamo ricevuto, che ha riempito il nostro cuore per tracimare. Come una fontana di un villaggio di montagna che raccoglie l’acqua di sorgente in una vasca di pietra, si riempie e, alla fine, tracima. Questo è il nostro rapporto con Dio: tracima.

Diventiamo capaci di amare i nemici, cosa oggettivamente impossibile, perché il nostro cuore è talmente pieno di Dio da vedere la vita e gli altri con il suo stesso sguardo. Fatichiamo a sentirci amati, ad amarci, come possiamo amare gli altri? Credendo che Dio mi ha pensato da sempre, che ha un progetto per me, che educa all’amore. Esiste l’amore, certo, quello che ci fa innamorare, quello di attrazione, quello dell’amicizia e della complicità, quello che ci fa compiere gesti altruisti, devoti, santi.

E c’è un altro amore, quello grande, che è dare la vita. Quante volte l’amore porta alla sopraffazione, al controllo, alla manipolazione! Non quello di Gesù che, in quanto più grande, ci porta solo alla vita piena. Non quello del Signore, che è un amore libero e liberante, che non possiede, che non controlla, che fa crescere. Wow.

✝️ Commento al brano del Vangelo di: ✝ Gv 15,12-17

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