Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Luglio 2023

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Matteo è un ebreo che scrive per quegli ebrei che hanno riconosciuto in Gesù il Messia, anche se tutti si aspettavano un Messia-guerriero combattente. Perciò, quando riporta le parole pronunciate dal Signore, sottolinea un dettaglio: il Maestro dice che occorre occuparsi principalmente delle pecore perdute della casa di Israele, prima dei samaritani, prima dei pagani.

Matteo è consapevole che la prima missione da compiere è all’interno di Israele, fra coloro che, pur essendo credenti, pur rispettando a grandi linee le prescrizioni della Legge, non hanno fatto veramente l’esperienza di Dio. L’invito di Gesù agli apostoli inviati a predicare il vero volto di Dio è anzitutto concentrato nel recuperare la freschezza dell’alleanza perduta fra Dio e il suo popolo.

Non è, la sua, un’indicazione “razzista”, o di piccole vedute, ma l’appassionato tentativo di richiamare la Sposa alla sua esperienza d’amore. Così per noi, oggi: pur vivendo in paesi di tradizione cristiana, molti vivono una fede solo culturale e sociale, un’appartenenza etnica che, però, non accende la vita, non smuove le scelte, non infiamma d’amore, non conduce a Dio.

Non diamo per scontato che le persone che frequentano la parrocchia vivano una fede consapevole e significativa: riuscire a evangelizzare le nostre comunità è forse il compito più difficile: niente è più faticoso di parlare di Gesù ai cristiani (sanno già tutto!), ma è necessario affinché la fiamma ancora divampi.

Non si tratta di abbandonare al proprio destino quanto, lungo i secoli, i nostri padri hanno costruito, non si tratta di lasciar perdere le parrocchie, le feste patronali e le processioni, i catechismi dei bambini, le devozioni, ma di riempirle, se possibile, di autentica ricerca di fede. La prima missione da compiere, dice Gesù, è tra quanti, pecore perdute, non hanno ancora fatto esperienza di essere amate dal Pastore.

La prima e fondamentale conversione da operare è nelle nostre comunità, nei nostri cuori.

✝️ Commento al brano del Vangelo di:  ✝ Mt 10,1-7

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