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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 12 Dicembre 2024

È violenta la vita. E la violenza abita in ciascuno di noi, come un taglio nell’anima, come una cicatrice che ci accompagna. Possiamo imparare a domarla, a ignorarla, a contenerla, oppure può sfociare in rabbia o in vittimismo, che è una rabbia repressa e negata. Non esiste un luogo dove non confrontarci con la violenza, perché ci abita.

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Gesù vede la violenza nei confronti del regno, riferendosi alla tragica fine dei profeti, del Battista in particolare. Una violenza da parte del “mondo”, della parte oscura della realtà che irride alla luce, che la nega, che tenta di spegnerla. Ed è un grande mistero della libertà umana il fatto che proprio i portatori di pace, di verità, di armonia, i profeti di ieri e di oggi diano così tanto fastidio, irritino, spingano alla violenza chi non accetta di mettersi in discussione.

È la parte oscura di noi che prevale, se non viene orientata, illuminata, redenta, convertita. Anche noi discepoli rischiamo di fomentare una santa violenza, magari pensando di difendere Dio (che non ha bisogno di essere difeso). Ma, anche, Gesù parla di una violenza necessaria per impadronirsi del regno, una lotta interiore proprio per pacificare il cuore, per orientarlo alla grazia.

La fede non è una sorta di assicurazione sulla vita né, tantomeno, il manuale per diventare bravi ragazzi, una sorta di noiosa ma necessaria scuola di bonton spirituale. La fede è fuoco divorante, che arde, illumina, purifica, ustiona. Una violenza, questa sì, alla nostra visione stagnante della vita e di Dio.

Una ascesi, cioè un combattimento spirituale continuo, fatto di allenamenti quotidiani, di esercizio delle buone pratiche per far fiorire ciò che siamo. Non spaventiamoci, allora, se vivere la vita bella del Vangelo (seriamente) crea qualche malumore.

La fede è per persone forti, che usano l’energia interiore dominante per cercare Dio e accoglierlo, non per imporsi al mondo. Ne vale la pena, come chi si allena per vincere una competizione. Forza, allora, alleniamoci.

FONTE: Amen – La Parola che salvaIl blog di Paolo

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