È uno dei grandi misteri irrisolti dell’iniquità umana: le persone sincere, donate, disponibili, determinate ma giuste sono travolte dalla violenza rabbiosa e feroce di chi non accetta critiche, di chi si sente giudicato. E sì, da sempre il Regno subisce violenza, da sempre i cristiani periodicamente subiscono il martirio, come Giovanni Battista.
È la lotta fra luce e tenebra, fra Dio e l’avversario, fra bene e male che ci coinvolge. Oggi, almeno in Occidente, non subiamo persecuzione, ma la violenza cieca sta crescendo intorno a noi, nella società, e corriamo il rischio di esserne affascinati e contagiati.
In un mondo di squali, praticare la logica evangelica rischia di essere una scelta ingenua e stupida. Eppure siamo invitati a credere nel folle paradosso che Gesù, il perdente, lo sconfitto, ha vissuto: un cuore mite (non zuccheroso e melenso), che ama, che paga per le proprie scelte di amore, è un cuore vittorioso agli occhi di Dio.
E questo mi basta per scegliere la strada dell’amore e del dono.
FONTE: Diario di Avvento (Alumera)
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