Riecco la pagina delle Beatitudini: la carta costituzionale del Regno, il manuale di comportamento del discepolo, il libretto di istruzioni per la felicità… Quasi sempre dimenticate da noi cattolici, ancora ben legati al Decalogo del primo testamento, rischiamo di perderci una delle indicazioni più importanti del Signore Gesù.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 11 Settembre 2024” su Spreaker.Oggi di quella pagina leggiamo la stringata versione di Luca che, diversamente da Matteo, riduce le beatitudini da otto a quattro, aggiungendovi, però, quattro “guai” che non sono delle maledizioni (nella Bibbia non esistono formulari di maledizione ma solo di benedizione!) ma un monito a chi non vive le indicazioni del Maestro.
Le beatitudini in Luca si semplificano da un lato, e si incupiscono, dall’altro. Riprendendo il discorso di Gesù sulla montagna, Luca sottolinea alcune delle affermazioni riportate in Matteo in cui, ancora, si pone l’attenzione ai poveri, agli affamati, ai perseguitati, ma con una sfumatura di concretezza: i poveri sono detti voi poveri, quasi come se Gesù si rivolgesse alle persone che ha davanti a sé.
Ed è esattamente così, perché le beatitudini che Gesù proclama, l’attenzione di Dio sono per le persone concrete che Gesù ha davanti a sé. Ai poveri di cibo, di cultura, di amore, di pace, di senso. Ai tanti poveri (anche se ricchi materialmente) che vagano nelle nebbie della storia. Non sta facendo una teoria, sta incoraggiando le persone che lo stanno ascoltando.
Ma, sorprendentemente, Luca aggiunge dei guai. Curioso trovare questa accentuazione in Luca, il vangelo che più di tutti sottolinea la compassione e la misericordia. E i guai, nuovamente, riguardano ancora delle persone concrete, i ricchi, che nei palazzi di Gerusalemme si disinteressano dei poveri, si sentono sazi, arrivati, indifferenti.
Gesù non minaccia, non annuncia vendette divine: afferma, semplicemente, che nella stoltezza hanno già ricevuto la loro ricompensa. Perché la ricchezza mente: non dona quanto promette. Vegliamo su noi stessi!
FONTE: Amen – La Parola che salva – Il blog di Paolo
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