Nella sezione centrale del Vangelo secondo Marco (Mc 8,27-9,13), dove è collocata la pericope evangelica di oggi, spicca la formula più antica e originaria della confessione di Pietro (Mc 8,27-30).
Da un punto di vista geografico, ci troviamo nell’alta Galilea, a Cesarea di Filippo (chiamata così in onore di Augusto!), dove Gesù pone la domanda sulla sua identità mentre è per la strada con i discepoli. La strada è il luogo in cui scorre la ferialità della vita e si snodano tante nostre relazioni. «E sentirai la strada far battere il tuo cuore. Vedrai più amore, vedrai» (C. Baglioni).
Nel modo all’imperfetto del verbo “interrogare” vi leggiamo un’azione prolungata nel tempo: l’esperienza con Gesù non è un souvenir, ma suscita stupore e apre alla novità! Quel giorno Pietro ha sentito battere ancora più forte il suo cuore per il Maestro e, a nome degli apostoli, ha potuto confessare: «Tu sei il Cristo»! Una risposta che supera di gran lunga quella dell’opinione pubblica – Gesù non è Elia redivivo, né Giovanni Battista risuscitato, né uno dei profeti! – perché parte dalla relazione vissuta in prima persona con Lui!
C’è un particolare: Gesù è sì il Messia, ma Messia sofferente! Pietro, influenzato dalle attese giudaiche apocalittico-politiche del suo tempo, a tutto pensava, tranne ad un Messia sofferente. Eppure, solo nel buio del venerdì santo e nella luce sfolgorante della Pasqua, possiamo scorgere il volto del Dio cristiano.
Camminando dietro a Gesù, come “quelli della strada”, potremo attraversare il mistero della morte per aprirci alla speranza della risurrezione.
PREGHIERA
Signore Gesù, io credo in Te: fa’ che la mia fede si trasformi in vita!
DOMANDE PER NOI…
1. Chi è Gesù per me?
2. Come sto vivendo il mio discepolato?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
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