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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 11 Ottobre 2025

Vangelo del giorno di Lc 11,27-28

Beato il grembo che ti ha portato! Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca
 
In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

Parola del Signore.

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Gesù viene interrotto mentre sta parlando di preghiera, di tentazioni, di demoni. Dalla folla si alza la voce di una donna, di una madre. Un cuore di mamma che esprime la sua santa invidia per la madre di Gesù, per la fortuna di avere avuto un figlio del genere, ammirata da tanta grazia, una mamma che vede nel Nazareno il figlio perfetto.

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Cuore di mamma mediterranea (ma che potrebbe anche essere di padre orgoglioso dei propri figli) fiera della propria progenie, che, come accade ancora oggi, viene portata come si porta un anello al dito, da mettere in mostra, in fondo per dimostrare che si è stati capaci di educare bene, con efficacia. Cuore tenero ma fuori misura, perché questa donna non ha ancora colto il messaggio del Signore, che indica il Padre, non sé stesso.

E Gesù, me lo immagino, resta quasi spiazzato dall’intervento. Sorride, forse imbarazzato. E rilancia: non sono i legami di sangue a renderci beati, non l’orgoglio di avere un figlio capace, un bravo ragazzo, ma l’attitudine ad accogliere la Parola di Dio e di lasciarla crescere in noi.

Non sa, quella madre mediterranea, quanta sofferenza dovrà affrontare Maria, la madre di Dio, la vera madre di Gesù, per avere accolto quel figlio, per averlo fatto crescere e lasciato andare, per avere messo la promessa di Dio prima della propria gratificazione, per averne fatto dono.

Non sa quanto la Parola, accolta e meditata, aiuterà quella madre a diventare la madre di ogni credente, di ogni discepolo… Beati noi, se diventiamo capaci di accogliere veramente la Parola di Dio, di lasciarla contagiare le nostre scelte.

Una beatitudine più forte e duratura della più bella delle relazioni affettive, dei rapporti parentali, dei legami di sangue. Perché, occorre ribadirlo, il Vangelo destabilizza le nostre consuetudini, i nostri modi di pensare, anche quelli cattolici, anche quelli devoti.

Perché Gesù afferma che più dei legami di sangue ci sono quelli di fede e che esiste qualcosa di più grande della parentela: il discepolato.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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