Vangelo del giorno di Lc 6,20-26
Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.
In quel tempo, Gesรน, alzร ti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
ยซBeati voi, poveri,
perchรฉ vostro รจ il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perchรฉ sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perchรฉ riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dellโuomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perchรฉ, ecco, la vostra ricompensa รจ grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perchรฉ avete giร ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perchรฉ avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perchรฉ sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profetiยป.
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Parola del Signore.
Riecco la pagina delle Beatitudini: la carta costituzionale del Regno, il manuale di comportamento del discepolo, il libretto di istruzioni per la felicitร โฆ Quasi sempre dimenticate da noi cattolici, ancora ben legati al Decalogo del primo testamento, rischiamo di perderci una delle indicazioni piรน importanti del Signore Gesรน.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 10 Settembre 2025” su Spreaker.Oggi di quella pagina leggiamo la stringata versione di Luca che, diversamente da Matteo, riduce le beatitudini da otto a quattro, aggiungendovi, perรฒ, quattro โguaiโ che non sono delle maledizioni ma un monito a chi non vive le indicazioni del Maestro. Luca contrappone due stili di vita ribaltando le nostre prospettive.
Nella logica del mondo sono beati e fortunati quanti vivono la vita che, invece, Luca vede come disastrosa e foriera di tanti guai. Non parliamo, ovviamente, di una specie di vendetta da parte di Dio, geloso della riuscita di alcune persone, ma del fatto che, spesso, chi vive in questa vita unโesperienza di sazietร , di benessere, di soddisfazione rischia di spegnere il desiderio, di sedersi sulle proprie conquiste, di sentirsi arrivato.
Non รจ cosรฌ: il benessere, dono di Dio e cosa positiva, sia chiaro! Rischia di anestetizzare il nostro bisogno di assoluto. Chi invece vive una situazione di disagio, di persecuzione puรฒ cadere nella disperazione e nello sconforto. Oppure fare della propria pena un trampolino per guardare oltre, altrove, piรน avanti.
Luca sembra descrivere la propria esperienza, sembra guardare allโuditorio di Gesรน e alla sua comunitร e a noi. Come a dire: io vi indico questa strada per la felicitร , se vi incamminate dalla parte opposta non la raggiungerete mai!
Inoltre declina le beatitudini alla seconda persona plurale: โvoiโ. Gesรน guarda negli occhi le persone che ha davanti e vede che sono poveri, affamati, scoraggiati, perseguitati e da subito li rassicura, li incoraggia, li ama. Le sue parole sono dirette, efficaci, toccano il cuore di chi lo ascolta. Come tocca il nostro cuore, chiamati a diventare ancora protagonisti di questa pagina.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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