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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 1 Ottobre 2025

Vangelo del giorno di Lc 9,57-62

Ti seguirò dovunque tu vada.

Dal Vangelo secondo Luca

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In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore.

Ha indurito il volto, il Signore, chi vuole davvero seguirlo?
Chi accetta di mettersi in discussione, di dare tutto per il Regno, come ha saputo fare lui?

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Ha indurito il suo volto, il Signore, è passato ad un altro livello, ad un altro stadio, ad un’altra dimensione.
Non ha più bisogno di portarsi a traino discepoli indeboliti, fragili, emotivamente impreparati.
Non ha bisogno di discepoli che invocano punizioni divine per non essere stati accolti, che, santamente, chiedono a Dio di incenerire chi li contraddice.

E Gesù insiste, perché sia chiaro a tutti, a loro e a noi, dove vuole andare a parare.
Gesù non ha bisogno di discepoli che facciano della fede un comodo rifugio, un nido per scappare dal mondo brutto sporco e cattivo.
Ma che stiano dietro a colui che non ha nemmeno dove posare il capo, che fa della strada la sua casa, della quotidianità il suo progetto, dell’amore il suo metro di giudizio e la sua unica strategia.

Il Maestro non ha bisogno di discepoli che pongano gli affetti famigliari prima di ogni altra cosa e la logica del clan prima di quella del Vangelo.
Né di persone che abbiano una visione mortifera della fede, che sappiano sciogliere i legami tossici, che si preparino a vivificarsi e a vivificare più che a mortificare e mortificarsi.

Non ha bisogno di discepoli che rimpiangano il passato, il Nazareno, che sospirino pensando ai bei tempi in cui le folle plaudenti lo seguivano in Galilea,
i bei tempi in cui la Chiesa aveva potere, forza, visibilità, costanza, in cui le chiese erano piene (ma di che cosa le avevamo riempite?).

Non ha bisogno di discepoli a traino, ma che conducano, che salgano con lui a Gerusalemme.
Anche oggi, sempre di più.

Molti si scandalizzano e se ne vanno.
È così, Gesù, non fa sconti, non elemosina devoti, non corre ai quattro angoli della terra per fare dei proseliti.
E così dovremmo fare anche noi quando abbassiamo il livello del Vangelo pur di raccogliere qualcuno.
E se fosse, invece, il momento per convertirci, tutti quanti?

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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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