No, non vanno bene le cose, per nulla. Gesù è consapevole del fallimento della propria missione, che la folla plaudente di Galilea non è quella dubbiosa e disincantata di Gerusalemme. Lo sa bene, il Maestro, che l’annuncio del Regno sta subendo una battuta d’arresto, che, forse, il tentatore, là nel deserto, aveva ragione.
Ascolta “Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 1 Ottobre 2024” su Spreaker.Come cambiare il cuore dell’uomo senza ricorrere a prodigi? Senza spaventarlo parlando di un Dio vendicativo e sanguinario? Come cambiare la nostra innata propensione a proiettare addosso a Dio le nostre paure e i nostri deliri di onnipotenza? L’entusiasmo iniziale delle folle ha lasciato spazio alla delusione di un Messia che non combatte, che non raduna un esercito per liberare Israele dal dominio romano. Un Messia farlocco.
Lo sa, il Signore e, invece di andarsene, di cambiare tattica, rende duro il suo volto, diventa ancora più risoluto, tira diritto verso Gerusalemme. A Gerusalemme si giocherà la partita finale, a Gerusalemme Gesù renderà testimonianza, ed è disposto a farlo fino alla fine, fino all’ultimo, fino alla morte. Non cambia tattica, non abbassa l’asticella, non cede al compromesso, macché. Tira diritto per la sua strada.
Il rifiuto da parte dei samaritani ne è un piccolo assaggio e anche l’incomprensione dei suoi (il mite Giovanni che invoca il fuoco dal cielo!) manifesta tutta la solitudine del Nazareno. Perché a volte, ahimè, anche i discepoli più mistici e spirituali devono convertire il loro cuore dalla violenza, foss’anche santa, ma sempre violenza…
No, non fa scendere il fuoco dal cielo, passa da un’altra parte, il Signore, quella del convincimento, delle parabole, della manifestazione dell’amore di Dio. Per i successivi dieci capitoli Gesù continuerà la sua ascensione verso la Gerusalemme che uccide i profeti e verso il Padre, ma la determinazione del suo carattere è già tutta presente in questa pagina.
Una determinazione dell’amare, libera da compromessi, da forzature, da minacce. I patti sono chiari, a noi decidere se lo vogliamo o meno un Dio così.
FONTE: Amen – La Parola che salva – Il blog di Paolo
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