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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 1 Dicembre 2025

Vangelo del giorno di Mt 8,5-11

Molti dall’oriente e dall’occidente verranno nel regno dei cieli.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

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Parola del Signore.

Per accogliere il Signore che viene siamo chiamati ad avere la fede del centurione, una fede asciutta, semplice, diretta, una fede che sappia andare direttamente all’essenziale. Una fede che nasce dagli affetti, dalla consapevolezza di chi siamo, di cosa siamo chiamati a fare e a vivere.

È pagano, il Centurione, un nemico per Israele e per i devoti, eppure manifesta preoccupazione e tenerezza per il suo servo, come se fosse uno di casa. E, ci dicono i Sinottici, è attento alla piccola comunità di Cafarnao, diventata importante dopo la ridefinizione dei confini fra i figli di Erode.

Anche i farisei lo stimano (prudentemente), avendo finanziato la costruzione della sinagoga. Ma è un pagano, come potrebbe accedere alla salvezza? Vani ragionamenti di noi devoti! Dio, sempre, guarda al cuore, ascolta i desiderio.

Il Centurione ha saputo della venuta del rabbino di Nazareth e gli chiede aiuto, senza volerlo disturbare.

Inizia così (l’ennesimo) cammino di Avvento: non siamo qui a far finta che poi Gesù nasce, siamo qui a chiedergli di rinascere nei nostri cuori, siamo qui a chiedergli di accorgerci della sua presenza.

In questo tempo di mezzo fra la sua venuta nella Storia e il suo ritorno nella gloria lo lasciamo, ancora e ancora, nascere nei nostri cuori.

Quante malattie spirituali attanagliano il nostro cuore, la nostra anima langue, si spegne, travolta dalle preoccupazioni della vita.

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Allora il Centurione che c’è in noi si rivolge al Signore con forza, con fede, sì, salvaci Signore! Guarisci la nostra anima, illumina le nostre tante, troppe ombre, converti i nostri cuori!

Queste settimane ci diano il tempo di riprendere in mano la nostra anima, la nostra parte più vera e autentica, ci portino alla pienezza verso questo nuovo Natale.

Dì solo una Parola, Signore. Dacci solo una delle tue Parole.

Come mendicanti d’amore, come viandanti nel deserto, come cercatori assetati di verità noi ti attendiamo con tutta la fede di cui siamo capaci, vieni Signore Gesù!

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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