p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 15 Gennaio 2023

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Gli altri vangeli raccontano il battesimo all’inizio della vita pubblica di Gesù: l’evangelista Giovanni non lo racconta.
Invece di raccontarlo ce lo fa sapere attraverso le reazioni del testimone, così come lo rivive il Battista. Il battesimo è già avvenuto, è passato del tempo e il Battista finalmente lo capisce.

Questo è il nostro problema: battezzati più o meno lo siamo stati; abbiamo capito cosa significa?
Ci vuole del tempo e allora il Battista rappresenta un po’ l’uomo che, dopo averci pensato su, ha capito quelle cose che già sapeva da sempre, ma finalmente le ha colte. Per questo vengono presentati a noi due volti, due identità: l’identità del testimone e l’identità del testimoniato.

Ci accorgiamo che tutto il testo è un dialogo tra Giovanni e delle persone che gli fanno un interrogatorio. Giovanni si era messo a predicare nel deserto, le folle accorrevano a lui, aveva tanto successo, la sua presenza poteva essere insidiosa, certamente era insidiosa per i capi religiosi – i profeti non sono mai stati molto ammirati! – ma poteva essere pericolosa anche politicamente perché i profeti erano scomodi anche politicamente, perché non sono schiavi di nessuno, sono uomini che cercano la luce e la verità, cercano la giustizia, cercano la libertà e la testimoniano con la vita e non si piegano a nessun potere di nessun tipo, perché della verità, della giustizia e della libertà non ci si serve, non la si piega ai propri fini, ma la si serve.

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Come profeta era un po’ pericoloso per questo comincia un processo. Il vangelo di Giovanni comincia con il processo e sarà tutto un processo, un dramma in cui ci sarà chi interroga: sono gli avversari personificati dai giudei, dai sacerdoti, dai leviti, dai farisei – vedremo cosa significa oggi per noi – e lui che è chiamato in una situazione di contrarietà a testimoniare ciò che ha conosciuto come vero.

Per prima cosa testimonia chi è lui. Gli chiedono: “Chi sei tu?”. Lui parla della propria identità. Grazie all’identità del Battista, l’evangelista vuol farci capire quale è l’identità dell’uomo che cerca la verità, dell’uomo vero, del testimone, appunto perché lui è il testimone della verità. Siccome lui è testimone della verità sua di uomo, copre anche la verità di Dio, così capisce il significato del battesimo di Gesù.
I due temi centrali del brano su cui ci fermiamo sono: chi è l’uomo – il testimone – e chi è Dio visto attraverso gli occhi del testimone, come si presenta nel battesimo. Sono evidenziate le due identità fondamentali, che saranno poi le protagoniste del vangelo: chi è l’uomo, chi è Dio.

Il testimone può essere anche fanatico, dipende da cosa testimonia, dipende dall’oggetto della testimonianza. Se testimonia la libertà, la fraternità e la misericordia non dovrebbe essere fanatico, altrimenti non è testimone di quel che dice, perché il testimone è quello che vive ciò che dice. Ci sono i testimoni della verità e ci sono anche i falsi testimoni della verità, cioè coloro che testimoniano in modo sbagliato, in modo fanatico ciò che di per sé non è oggetto di fanatismo e ci sono poi anche i testimoni della falsità, coloro che sono paladini della menzogna, della violenza, del dominio e che si servono della Parola appunto per dominare, non per servire la verità, la giustizia e la libertà.
Il Battista si definisce attraverso tre no, ciò che lui non è. Infatti definirsi vuol dire sapere cosa non sono. La nostra identità è data innanzi tutto da tanti no e lui ha l’onestà di riconoscere ciò che non è e ciò che la gente voleva che lui fosse. Voleva che fosse il Cristo, il Dio, il profeta; volontà che lui rifiuta perché lui è qualcos’altro: è un uomo che non si ritiene arrivato. È un uomo che vuol aprirsi ad un futuro diverso dal presente.

Rappresenta l’uomo che è desiderio, non l’uomo arrivato. Desiderio di qualcosa di nuovo, desiderio di verità, desiderio di giustizia, desiderio di libertà in una situazione di schiavitù. Forse è tempo per noi di cogliere come la persona che desidera è sempre eccentrica, perché ha il suo centro fuori di sé, perché desidera ciò che non ha! È tipico dell’uomo il desiderio.
L’evangelista Giovanni attraverso queste parole del Battista vuol portarci a capire cosa è il battesimo che già abbiamo ricevuto tanto tempo fa dimenticando cos’è e che cosa significa.

Il battesimo qui è descritto è in questa carne d’uomo in fila con tutti i peccatori, è in questa carne d’uomo che poi continuerà con questo stile per tutta la vita, è da parte di colui che si è fatto fratello di tutti i perduti. Questo è l’Agnello.

È Agnello che dice “Guarda!”. È l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. È Colui che alla fine dirà questo è il Figlio di Dio! Costui fa la scelta di farsi ultimo di tutti, di farsi solidale con tutti, mite come l’agnello (l’agnello è simbolo di mitezza), muto come agnello condotto al macello. Il Battista capisce che quest’uomo umile, povero, solidale con tutti ci salva perché è il Servo di Dio che libera tutti gli schiavi, perché? Perché fa la scelta contraria a quella di tutti i padroni che rendono gli uomini schiavi: si fa servo.
E in quanto servo è il Figlio di Dio, perché? Perché Dio è amore e l’amore è a servizio dell’uomo.

Di questo dice: è l’Agnello che toglie il peccato del mondo; costui viene dopo di me, ma sta davanti, viene prima; io non lo conoscevo e ho visto e non lo capivo; adesso finalmente l’ho capito. Ho contemplato lo Spirito Santo che scendeva su di lui come colomba e non avevo ancora capito. È su quest’uomo che dimora lo Spirito; lo Spirito di Dio dimora nell’uomo Gesù, in lui e in tutti gli uomini con cui egli si fa solidale; lo Spirito vuol dire la vita e la vita di Dio è l’amore tra Padre e Figlio. Gesù è il luogo della dimora dell’amore del Padre perché va verso i fratelli, ama i fratelli con lo stesso amore del Padre.

E tu? E noi? A noi il Battista dice: guarda! Giovanni, l’ascoltatore della Parola finalmente vede ciò che già ha guardato senza vedere. Ecco, Guarda! Non si rivolge a nessuno in particolare, c’è solo lui e Gesù in questa scena, ma a chiunque, come noi, ne ascolta la testimonianza. Guarda il nostro Consolatore che incarna lo Spirito Santo!

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