Maria, tu sei la prima, e Giuseppe con te, a rivolgere lo sguardo di benvenuto allโatteso delle genti.
Quanti hanno atteso questa venuta e quanti sguardi di profeti e di poveri di Jaweh hanno voluto vedere quello che tu hai visto e non lโhanno veduto!
- Pubblicitร -
Tu hai visto e hai amato lโincarnazione dello sguardo di Dio su di noi, e hai guardato, tu puerpera del Dio con noi, con una lacrima di tenerezza quello che era deposto sul tuo seno. Sguardo di amore, sguardo di tenerezza, sguardo di protezione per il fragile per eccellenza.
Hai dato il benvenuto a Dio accarezzandolo col tuo sguardo umanamente santo. E con te, Maria, dopo Giuseppe, i pastori. Che sguardo avranno avuto questi emarginati del tempo. Che senso avrร avuto il loro sguardo sul nuderello Gesรน? Eppure videro dopo avere ascoltato lโinvito dellโangelo, e ascoltarono le meraviglie che si diceva su Colui che vedevano. E il cuore scoppiava di gioia per quello che vedevano al di lร del visibile. Ci vuole vista per vedere ciรฒ che รจ invisibile e non si vede. Ci vuole vista e quando cโรจ vista nasce lo stupore.
Stupore di Maria e di Giuseppe, stupore dei pastori. A noi lโinvito a riscoprire uno sguardo di stupore. A noi che abbiamo perso la capacitร di trasalire. A noi che abbiamo gli occhi stanchi. A noi incapaci di aguzzare la vista perchรฉ non attendiamo piรน nulla, solo conferme del nostro non vedere e del nostro sguardo vuoto di speranza. E lโanima nostra รจ riarsa; le capacitร di meraviglia si sono prosciugate. Le nostre sorgenti si sono seccate e non dissetano piรน.
Vittime come siamo della noia conduciamo una vita che non ha piรน estasi, capacitร di volare, di volare alto. I nostri occhi vedono cose giร viste e udiamo cose giร udite. Cose ripetute fino allo sfinimento, cose che ci mettono paura in cuore, cose disumane che uccidono la nostra capacitร vitale di stupore.
Non riusciamo e non possiamo piรน vedere il miracolo del primo acino dโuva e di un pulcino che nasce alla vita. Non ascoltiamo piรน lโouverture che un campo di grano canta al sorgere del sole in primavera.
Viviamo stagioni, ma non gustiamo le primizie delle vendemmie di ogni tipo.
Maria la prima a vedere lโinvisibile che si รจ fatto carne ci invita a ritrovare il gusto di esperienze che salvano, di incontri che ci cambiano la vita, se li sappiamo vedere e ascoltare.
Il primo sguardo รจ lo sguardo della tenerezza, รจ lo sguardo del rimanere a bocca aperta, รจ lo sguardo piรน vero e piรน profondo che ci sia. ร lo sguardo di Maria su Gesรน; รจ lo sguardo di Giuseppe; รจ lo sguardo dei pastori che vedono ciรฒ che gli era stato annunciato perchรฉ sapevano ancora vedere il miracolo della vita che sboccia ogni giorno.
Le palpebre di Maria sfiorano lโAgnello di Dio. Le nostre palpebre si posano continuamente sulle cose, pesanti come pietre, ruvide come stracci di bottega che feriscono i volti.
Gli occhi di Maria vestirono la caritร di Dio, i nostri sono avvolti da una cupidigia che tende a spogliare i figli dellโuomo.
Nello sguardo di Maria si illuminano i tanti sguardi di generazioni passate e future. Grazie allo sguardo di Maria gli umili pastori si illuminano nel loro guardare.
Contempliamo questo sguardo di Maria, noi che quando guardiamo rischiamo di contaminare le cose piรน belle e piรน umane rischiando di spegnere lo sguardo delle generazioni future.
Lasciamoci accarezzare dallo sguardo di Dio che in Maria avvolge tutta la nostra umanitร . Sentiamo su di noi questo sguardo che non รจ lo sguardo dellโocchio minaccioso di un Dio che ti vede perchรฉ ti controlla. ร lo sguardo di amore di Dio che ci accarezza e ci tiene dโocchio con la sua tenerezza e protezione. Sorride di noi e ci accarezza con una tenera lacrima ogni volta che ritorniamo alla luce, che veniamo di nuovo alla vita, risorti a vita nuova.
AUTORE: p. Giovanni Nicoli
FONTE
SITO WEB
CANALE YOUTUBE
FACEBOOK
INSTAGRAM
