Scusa, non ti avevo visto! Lโillusione di essere (i) soli
Amore e solitudine
Siamo profondamente soli e solo apparentemente connessi tra noi. Viviamo una solitudine che non รจ solo questione di comunicazione, ma รจ soprattutto una questione dโamore. Sรฌ, siamo sempre piรน soli perchรฉ sempre meno disposti ad amare. Lโamore infatti รจ esigente, ci chiede di scomodarci, di uscire da noi. Lโamore ci chiede di riconoscere che non siamo i soli, cโรจ anche un altro con le sue esigenze e le sue domande. Lโamore ci chiede di non pensare sempre a partire da me.
Forse proprio per questo la solitudine รจ diventata la cifra del nostro tempo. Ci sentiamo soli o lasciamo gli altri da soli. Siamo convinti di bastare a noi stessi:ย faccio da me! Ci penso io! Intanto penso a me!
E cosรฌ la tentazione dellโautosalvezza, di pensare prima di tutto a me stesso, ha gioco facile nella nostra vita. Non ci puรฒ essere relazione o amore vero quando il mio interesse รจ sempre al centro e diventa il criterio per ogni scelta. Lโamore al contrario รจ una comunione che ci espropria, perchรฉ il mio io deve imparare a fare spazio a un tu.
La pazienza dellโamore
Lโamore รจ stato riversato nei nostri cuori (cf Rm 5,5), dice oggi san Paolo, ma forse non ce ne siamo accorti o preferiamo metterlo a tacere. Forse perchรฉ lโamore ha a che fare anche con la tribolazione, con la sofferenza, la fatica. Ma รจ proprio quella fatica, ricorda ancora san Paolo che produce la pazienza (cf Rm 5,3). Sรฌ, perchรฉ lโamore non si vede nei grandi sacrifici eroici, che non sempre la vita ci concede di fare, ma nella pazienza del quotidiano, nella sopportazione del peso dellโordinario. ร questa pazienza ordinaria, questo amore feriale, che ci fa crescere nella virtรน, ci fa diventare santi e ci permette di non perdere la speranza, cioรจ di non smarrire il senso della nostra esistenza, che a volte ci sembra cosรฌ banale. Se stiamo amando, certamente la vita non ci apparirร inutile.
I tempi dellโamore
In una relazione, in cui ci si vuole veramente bene, non sempre ci si puรฒ dire tutto e subito. Lโamore chiede rispetto, ci sono dei tempi. Non sempre lโaltro ha la capacitร di portare il peso di quello che vogliamo condividere. Gesรน riconosce che i discepoli hanno bisogno di fare un cammino (Gv 16,12). In questa relazione hanno ancora cose da imparare e da capire, ma hanno bisogno di tempo. La storia deve fare il suo cammino.
La fonte dellโAmore
Celebrare la Trinitร dunque รจ contemplare lโamore per essere sempre piรน immagine dellโAmore. La comunione tra il Padre e il Figlio, cioรจ lโamore, abita nei nostri cuori. ร la fonte della nostra capacitร di amore. Non saremmo capaci di amare, se lโAmore non abitasse in noi. Non lโamore in generale, ma quello tra il Padre e il Figlio, un amore concreto, fatto di comunione: tutto quello che รจ mio รจ suo (cf Gv 16,15). Un amore nel quale non cโรจ competizione, rivalsa o invidia. Lโamore che รจ lo Spirito che abita in noi.
Lโamore eccede
ร chiaro dunque che Dio amore non poteva essere una persona isolata, non poteva essere lโatto puro di Aristotele, perchรฉ lโamore sta solo dentro una relazione. Dio Amore non poteva essere solitudine. Non poteva essere neppure solo la relazione tra il Padre e il Figlio, perchรฉ lโamore, se รจ tale, si dona, รจ eccedenza, non รจ reciprocitร sterile. Lโamore tra il Padre e il Figlio si dona nello Spirito a ogni creatura: ne siamo resi partecipi.
Leggersi dentro
- Cosa ti impedisce di crescere nellโamore?
- In che modo cerchi di fare spazio allโamore di Dio nella tua vita?

Fonte



