Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 2 novembre 2025.
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Insegnaci a contare i nostri giorni
Commemorazione dei defunti
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Usciamo dal grembo materno ed entriamo in questo mondo; dopo lโinfanzia facciamo il nostro ingresso nellโadolescenza; lasciamo lโadolescenza per la giovinezza, la giovinezza per lโetร matura e la vecchiaia. Infine viene il momento di partire da questo mondo al quale ci siamo forse affezionati al punto da ritenerlo la dimora definitiva e di non volerlo piรน abbandonare.
Eppure su questa terra la nostra aspirazione alla pienezza della gioia e della vita viene continuamente frustrato.
Quando, con disincanto, consideriamo la realtร , verifichiamo ovunque segni di morte โ malattie, ignoranza, solitudine, fragilitร , fatica, dolore, tradimenti โ e concludiamo: no, non puรฒ essere questo il mondo definitivo, รจ troppo ristretto, troppo segnato dal male.
In noi affiora allora il desiderio di spaziare al di lร dellโorizzonte angusto in cui ci moviamo; sogniamo perfino di essere rapiti su altri pianeti dove forse si รจ liberi da ogni forma di morte.
Nellโuniverso che conosciamo, il mondo al quale aneliamo non esiste.
Per appagare il bisogno di infinito che Dio ci ha messo in cuore รจ necessario lasciare questa terra e intraprendere un nuovo esodo.
Ci viene chiesta una nuova uscita, lโultima โ la morte โ e questa ci spaventa.
Anche i tre discepoli che, sul monte della trasfigurazione, hanno udito Gesรน che parlava del suo โesodoโ da questo mondo al Padre (Lc 9,31) sono stati colti da paura: โCaddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesรน si avvicinรฒ e, toccatili, disse: โAlzatevi e non temete!โ (Mt 17,6-7).
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A partire dal III secolo compare, nelle catacombe, la figura del pastore con la pecora in spalla. ร Cristo che prende per mano e stringe fra le sue braccia lโuomo che ha paura di attraversare da solo la valle oscura della morte. Con lui, il Risorto, il discepolo abbandona sereno questa vita, certo che il pastore al quale ha affidato la propria vita lo condurrร โin prati verdeggianti e verso fonti tranquilleโ (Sl 23,2) dove troverร ristoro dopo il lungo e faticoso viaggio nel deserto arido e polveroso di questa terra.
Se la morte รจ il momento dellโincontro con Cristo e dellโingresso nella sala del banchetto di nozze, non puรฒ essere un evento temuto. ร attesa.
Lโesclamazione di Paolo: โPer me morire รจ un guadagno. Desidero essere sciolto dal corpo per stare per sempre con Cristoโ (Fil 1,21.23) dovrebbe essere proferita da ogni credente.
Per interiorizzare il messaggio, oggi ripeteremo:
Insegnaci, Signore, a contare i nostri giorni.
Vangeloย (Gv 6,37-40)
37ย Tutto ciรฒ che il Padre mi dรก, verrร a me; colui che viene a me, non lo respingerรฒ,ย 38ย perchรฉ sono disceso dal cielo non per fare la mia volontร , ma la volontร di colui che mi ha mandato.
39ย E questa รจ la volontร di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nellโultimo giorno.
40ย Questa infatti รจ la volontร del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterรฒ nellโultimo giorno.
Quanto vale un uomo?
Conta solo per quello che produce, per la sua efficienza, per il denaro che accumula?
Per qualcuno un uomo vale meno di una pecora โ ha dichiarato Gesรน (Mt 12,12).
Proviene dalla povere (Sir 33,10), di nulla puรฒ gloriarsi davanti al Signore (1 Cor 1,29), ma รจ pur sempre immagine di Dio.
Colmo di stupore di fronte alle meraviglie del creato, un pio israelita con cuore di poeta ha consegnato in un salmo la sua riflessione: โQuando contemplo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che hai fissato, cosโรจ lโuomo perchรฉ di lui ti ricordi e lโessere umano perchรฉ di lui ti prenda cura? Lo hai fatto poco meno di un dio, di gloria e onore lo hai coronatoโ (Sl 8,4-6).
Noi definiamo lโuomo a partire dal basso: animale ragionevole, un gradino al di sopra degli animali; il salmista lo vede un gradino al di sottoโฆ di Dio.
ร in questa prospettiva biblica che va valutato lโuomo e il suo destino.
Come appare lโuomo allo sguardo di Dio? In che considerazione lo tiene?
Ecco la risposta che egli rivolge a ognuno: โTu sei prezioso ai miei occhi, hai un valore immenso e io ti amoโ (Is 43,4).
ร a partire da questa affermazione che possiamo comprendere ciรฒ che Dio ha progettato per questa sua meravigliosa creatura, lโuomo.
Nel brano evangelico di oggi, il suo piano, il suo disegno dโamore รจ chiamato da Gesรน volontร del Padre e su questa volontร insiste, richiamandola ben quattro volte.
Qual รจ?
Affidare a lui, alle sue premure lโintera umanitร . Questa si accosterร a lui, come il gregge si volge verso il proprio pastore: ogni pecora conosce la sua voce, si fida di lui e si sente chiamata per nome.
Gesรน non enuncia condizioni per ottenere la salvezza, constata solo un fatto: il destino di tutta la comunitร umana รจ di andare a lui.
Andare a lui significa accogliere la sua parola, fidarsi della sua proposta di vita. Nessuno di chi si affiderร a lui sarร respinto (v. 37).
Questo รจ il sogno che Dio ha in mente fin dalla creazione del mondo.
Viene spontaneo chiedersi: si realizzerร oppure ci sarร qualcuno che si orienterร verso Gesรน e qualche altro invece โ la maggioranza a giudicare da quanto finora si รจ verificato nel mondo โ che rifiuterร Cristo e la sua parola e si allontanerร definitivamente da lui?
La risposta รจ contenuta nella seconda parte del brano: โร questa la volontร del Padre che mi ha mandato: che io non perda niente di tutto quello che egli mi ha dato, ma che lo risusciti nellโultimo giornoโ (v. 39).
Nel progetto di Dio non sono contemplate defezioni o fallimenti. Il suo programma si realizzerร infallibilmente perchรฉ รจ impensabile che Cristo non sia in grado di portarlo a compimento.
Senza fare violenza alla libertร dellโuomo, egli attirerร tutti a sรฉ, in modo irresistibile, risusciterร tutti nellโultimo giorno.
Questa espressione รจ stata erroneamente intesa come un riferimento alla fine del mondo.
Nel vangelo di Giovanni lโultimo giorno รจ quello in cui Gesรน, sulla croce, chinato il capo, dona allโumanitร il suo Spirito (Gv 19,30). ร quello il giorno ultimo al quale mirava tutto il disegno di Dio, giorno senza tramonto, giorno in cui รจ stato immesso nel mondo il germe di vita nuova, la vita stessa di Dio.
Con un ultimo richiamo alla volontร del Padre (v. 40) Gesรน spiega che il disegno di Dio si realizza in tre momenti.
ร necessario anzitutto vedere il Figlio.
Il ricordo dellโincontro con Gesรน di Nazaret รจ rimasto indelebile nella mente, nel cuore e anche negli occhi di Giovanni, come traspare fin dalle prime parole della lettera che scrive ai cristiani delle sue comunitร dellโAsia Minore: โCiรฒ che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciรฒ che noi abbiamo contemplato e ciรฒ che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, poichรฉ la vita si รจ fatta visibile, noi lโabbiamo veduta e di ciรฒ rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si รจ resa visibile a noi, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voiโ (1 Gv 1,1-3).
Questa esperienza visiva dellโuomo Gesรน non ci รจ piรน possibile, si รจ realizzata in un momento irripetibile della storia del mondo. Ma lasciarci aprire gli occhi dalla sua parola e riconoscere in lui il Figlio, il Dio che si รจ reso presente nel mondo, che รจ venuto a portarci il pane della vita, รจ il primo passo per disporci ad accogliere il suo dono.
A questo riconoscimento segue poi lโadesione personale.
Non basta conoscere Gesรน, averlo visto. Tanti lo hanno incontrato lungo le strade della Palestina, eppure non tutti si sono lasciati coinvolgere dalla sua proposta.
Il secondo passo รจ credere.
Vede realmente Gesรน solo chi, dopo averlo conosciuto sulla testimonianza di coloro che lโhanno visto e udito, gli dร la propria adesione.
Il momento conclusivo del cammino verso la salvezza รจ la comunicazione da parte del Padre della vita divina a chi crede in Cristo.
Raccolti in comunitร , oggi non ricordiamo i morti โ per un cristiano non esistono i morti, perchรฉ chi crede in Gesรน non muore (Gv 11,26) โ ma i viventi, tutti i fratelli che, conclusa la loro gestazione in questo mondo, sono entrati nella luce, nascendo alla vita definitiva dalla quale รจ esclusa ogni forma di tenebra e di morte.
In questo mondo, molti di loro forse hanno faticato a โvedereโ in Gesรน il Figlio di Dio e a โcredereโ in lui. Alcuni gli hanno dato la propria adesione solo allโultimo istante, altri per tutta la vita non hanno voluto nรฉ โvederloโ nรฉ accoglierlo.
Quale sarร il loro destino e come possiamo essere loro vicini e mostrare loro il nostro amore?
Nel momento della loro nascita alla nuova vita, tutti sono stati certamente accolti dal Padre con le uniche parole che egli rivolge a ogni uomo che, anche se peccatore, rimane suo figlio: โTu sei prezioso ai miei occhi, hai un valore immenso e io ti amoโ (Is 43,4).
La nostra preghiera, il nostro amore e forse anche il nostro perdono li aiutano a completare quel cammino che non hanno concluso in questa vita verso lโabbraccio definitivo con il Padre.
Il lieto messaggio che ci consegnano le letture di questa prima messa รจ che per nessuno Gesรน lascerร incompleta la sua missione di salvatore.
Nel sito Settimana News sono presenti anche i commenti alla prima e seconda lettura.
