GESÙ IN ME SI TRASFORMA IN CUORE, CALORE, ENERGIA
Gv 6,35-40
Io sono il pane di vita
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La prima di sette formule
con le quali Gesù
definisce se stesso:
io sono il pane di vita,
luce, risurrezione,
vita, verità, strada,
porta, vera vite,
buon pastore.
Sette volte,
il numero della perfezione,
definizioni una più forte
e pregnante dell’altra…
Io sono:
Non distribuisce il pane,
distribuisce se stesso
come pane.
Non sono un’idea,
una nozione,
un modello,
io sono vita.
Nutrire la vita è
l’opera propria di Dio.
Offrire bocconi di vita
ai morsi dell’umana fame.
L’uomo cerca,
vuole pane di cielo,
non solo pane di terra:
l’ha detto lui,
“mangiate di me”,
assimilatemi,
io faccio vivere,
io alimento
il meglio della vita,
quelle cose che meritano
di non morire.
Indistruttibili. Eterne.
L’uomo vuole
addentare la vita,
goderla in comunione,
ubriacarsi del vino di Dio,
che ha il profumo stordente
della felicità.
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L’uomo nasce affamato,
essere vivi è
avere fame di vita,
libertà, creatività,
tenerezza, bellezza.
E Gesù ne conosce il segreto.
Sono pane:
chi mangia di me,
vivrà di me;
credere è come
mangiare un pane,
che assaporo in bocca
e poi faccio scendere
nell’intimo,
che assimilo e si dirama
per tutto l’essere,
Gesù in me
si trasforma in cuore,
calore, energia,
sguardo, pensieri,
sentimenti, canto.
Vita per il cuore,
vita per la mente,
vita per lo spirito,
vita per il corpo.
Il cristianesimo è pane,
vita divina da assimilare,
una calda corrente d’amore
che entra e fa fiorire
le radici dell’umano.
Il mestiere di Dio è
far vivere,
proprio come fa il pane.
Dio non può dare
nulla di meno di se stesso.
Ma dandoci se stesso
ci dà tutto.
Volontà di Dio è
comunicare la propria vita
ai figli.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
