IL CRISTIANO STA IN MEZZO AL MONDO E SE NE PRENDE CURA
Verranno giorni in cui di tutto quello che vedete non sarà lasciata pietra su pietra.
Niente è eterno sulla terra,
eccetto l’uomo.
Non resterà pietra su pietra, ma
l’uomo resterà,
frammento su frammento.
Quando avverrà tutto questo?
Gesù non risponde
al quando, perché
il quando è adesso.
Adesso il mondo è fragile,
fragili la natura e l’amore.
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Ogni giorno un mondo muore
e un mondo nuovo nasce,
con lacerazioni e germogli.
Invece del quando,
Gesù indica come camminare
con perseveranza.
Il cristiano non evade,
non si toglie,
sta in mezzo al mondo
e alle sue piaghe,
e se ne prende cura.
Sta vicino alle croci di oggi,
ma non per caso,
se capita, fortuitamente,
non occasionalmente,
ma come progetto,
con perseveranza:
nella perseveranza salverete
la vostra vita.
Ogni volta che perseveri
e vai fino in fondo a un’idea,
a una intuizione,
a un servizio
sfoci nella verità della vita.
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Ogni atto umano
perseverante nel tempo
si avvicina all’assoluto
di Dio.
Salverete la vita significa
la renderete libera
da inganno e da violenza,
i due elementi
distruttori del mondo,
i due nomi che il Vangelo
dà al nemico dell’uomo:
Padre della menzogna e
omicida fin dal principio.
Quello di oggi
non è un Vangelo sulla fine,
ma un testo “apocalittico”,
cioè rivelatore
del senso della storia
e delle forze che la guidano.
Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.
