LA PERSONA É UN ESSERE “NATALE”, CHE VA DI NASCITA IN NASCITA
Gv 3,7-15
Dovete nascere dall’alto.
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Noi tutti nasciamo a metà
e tutta la vita ci serve
per nascere del tutto
(M. Zambrano),
cioè per fiorire, amare,
generare, creare, danzare,
ridere, lavorare, cantare
e raggiungere pienezza.
Molti ricorderanno il verso
del grandissimo Leopardi:
è funesto a chi nasce
il dì natale
(Canto notturno di un pastore errante dell’Asia),
dove la nascita è sentita
come un lutto,
una condanna a morte.
Anche B. Brecht scrive:
le madri tutte del mondo
partoriscono a cavallo
di una tomba.
Come se la vita
fosse risucchiata subito
dentro la morte.
Le madri del mondo?
No, esse partoriscono
a cavallo di una speranza,
di una grande bellezza,
di molti abbracci.
A cavallo di un sogno!
E dell’eternità.
Le madri partoriscono dall’alto. Ecco la poesia
che il vangelo
oggi ci consegna.
Dovete nascere dall’alto.
Io vivo delle mie sorgenti.
E le mie sorgenti sono in Dio.
Io vivo di Dio.
La persona
più che un essere mortale,
è un essere “natale”,
che va di nascita in nascita,
dato continuamente
alla luce,
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vita che nasce e rinasce.
La persona la capisci
a partire dalla sua nascita,
non dalla sua morte. Anzi
dalle sue nascite
e rinascite.
Dai germogli
che spuntano
nei tuoi bambini,
da quello che di nuovo
si arrampica e cresce
nel tuo uomo,
nella tua donna.
DAL VENTO CHE IMPROVVISAMENTE
SI ALZA IN LORO,
E IN TE,
E APRE LE VELE.
Il vento non sai
da dove viene e dove va.
Non lo puoi trattenere,
chiudi il vento
in una stanza e si spegne,
non esiste più.
È a suo agio solo
negli spazi aperti.
Non conosce frontiere.
Che bella immagine
del cristiano!
Libero e incamminato,
che si nutre
di sconfinamenti
e non di ripetizioni.
Solo la vela può fermare
il vento, o, meglio,
custodirlo,
lasciandosi riempire
e sospingere in avanti.
Io sono la vela,
Dio è il vento.
Ora navigo senza ansia,
come chi
è sicuro della rotta,
certo che
non mancherà mai il vento
al mio veliero.
E in un giorno felice
saremo tutti
vento nel suo Vento.
Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
