p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di lunedì 11 maggio 2026

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ABBIAMO BISOGNO DELLO SPIRITO

Quando verrà lo Spirito,
vi guiderà a tutta la verità
.

È l’umiltà di Gesù,
che non pretende
di aver detto tutto,
di avere l’ultima parola
su tutto, ma parla
della nostra storia con Dio
con solo verbi al futuro:

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lo Spirito verrà, annuncerà, guiderà, parlerà.

Un senso di vitalità,
di energia, di spazi aperti!

Lo Spirito come una corrente che trascina la storia
verso il futuro,
apre sentieri, fa avanzare.

Pregarlo è come
affacciarsi al balcone del futuro.
Che è la terra fertile e incolta della speranza.

Lo Spirito provoca come
un cortocircuito
nella storia e nel tempo:
ci riporta al cuore,
accende in noi,
come una pietra focaia
che alleva scintille,
la bellezza di allora,
di gesti e parole
di quei tre anni di Galilea.

E innamorati
della bellezza spirituale
diventiamo
 «cercatori veraci di Dio,
che inciampano in una stella
e, tentando strade nuove,
si smarriscono nel pulviscolo magico del deserto»
(D.M. Montagna
).

Siamo come pellegrini
senza strada, ma
tenacemente in cammino
(Giovanni della Croce
),
o anche in mezzo a un mare piatto, su un guscio di noce, dove tutto è più grande di noi.

In quel momento:
bisogna sapere a ogni costo
far sorgere una vela
sul vuoto del mare
(Julian Gracq)
.

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Una vela, e il mare cambia,
non è più un vuoto
in cui perdersi o affondare;
basta che sorga una vela
e che si lasci investire
dal soffio vigoroso dello Spirito
(io la vela, Dio il vento)
per iniziare una avventura appassionante,
dimenticando il vuoto,
seguendo una rotta.

Che cos’è lo Spirito Santo?

È Dio in libertà.
Che inventa, apre, scuote,
fa cose che non t’aspetti.

Che dà a Maria
un figlio fuorilegge,
a Elisabetta
un figlio profeta,
e che in noi compie instancabilmente
la medesima opera di allora:
ci rende grembi del Verbo,
che danno carne e sangue
e storia alla Parola.

Dio in libertà, un vento nomade, che porta pollini là dove vuole, porta primavere
e disperde le nebbie,
e ci fa tutti vento nel suo Vento.

Dio in libertà,
che non sopporta statistiche.
Gli studiosi cercano ricorrenze
e schemi costanti;
dicono: nella Bibbia
Dio agisce così.

Non credeteci!
Nella vita e nella Bibbia,
Dio non segue mai degli schemi.

Abbiamo bisogno dello Spirito,
ne ha bisogno
questo nostro mondo stagnante,
senza slanci.
Per questa Chiesa
che fatica a sognare.

Lo Spirito con i suoi doni
dà a ogni cristiano
una genialità che gli è propria.
E l’umanità ha bisogno estremo
di discepoli geniali.

Abbiamo bisogno cioè che ciascuno creda al proprio dono, alla propria unicità,
e così possa tenere alta la vita con l’inventiva,
il coraggio, la creatività,
che sono doni della Spirito.

Allora non mancherà mai il vento al mio veliero,
o a quella piccola vela
che freme alta sul vuoto
del mare.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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