Gesù parla della sua partenza. Non usa giri di parole. Non tranquillizza con frasi dolci. Dice la verità nuda e cruda:
verrà l’ora della prova.
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Vi scacceranno.
Vi perseguiteranno.
Penseranno perfino di servire Dio togliendovi la vita.
È sconvolgente. Gesù non illude i suoi discepoli: seguire Lui non protegge dal dolore, ma dà senso al dolore.
E soprattutto — ed è qui che la provocazione diventa promessa — non sarete soli.
Verrà il Paràclito, lo Spirito della verità:
Colui che ti difende quando tutti ti accusano.
Colui che ti ricorda chi sei quando il mondo cerca di definirti.
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Colui che testimonia Cristo quando tu non hai più voce.
Gesù dice ai suoi discepoli — e dunque a noi — qualcosa di tremendamente attuale:
non abbiate paura di essere minoranza, di essere rifiutati, di essere fraintesi.
Il criterio del Vangelo non è il consenso, ma la verità.
Sei disposto a perdere tutto, pur di non perdere la verità?
Perché il rischio vero non è essere espulsi da una sinagoga, da un gruppo, da una comunità…
Il rischio vero è scendere a compromessi con il Vangelo pur di essere accettati.
Gesù ci avverte:
«Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.»
Come a dire: non inciampate nella mia croce.
Non scandalizzatevi se la fedeltà costa.
Non stupitevi se la strada stretta vi farà sentire soli.
Io sono già lì, sulla soglia della vostra paura, ad aspettarvi con lo Spirito.
Non sarete soli. Ma non potrete essere tiepidi.
Il Paràclito non è lo Spirito del comfort, ma della verità.
E la verità, quando passa nel cuore, brucia tutto ciò che è falso.
Allora la domanda di oggi può diventare una preghiera:
“Signore, donami uno Spirito che non si vergogni del Vangelo.
Fammi rimanere nella verità anche quando costa.
E quando mi sentirò solo, ricordami che Tu hai già mandato il Difensore in me.”
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
